domenica 20 novembre 2011

Tutto da sola



Il prossimo week end, per tre sere consecutive, Dominique Evoli - la mia amica e compagna di classe ai tempi del liceo,  presso lo Spazio Linguaggicreativi in via E. Villoresi, 26 a Milano, reciterà un monologo dal titolo Tutto da sola.

Il tema del monologo é la violenza sulle donne e le discriminazioni di genere.
Non proprio un tema facile, dunque, né di attualità. Ma é bene che lo diventi, é bene che se ne parli e si cominci ad operare in modo fattivo, vista la brutta piega che la considerazione della donna in Italia sta prendendo.
Il problema é complesso, e non é certo dalle pagine di un povero blog semisconosciuto che si possa affrontare esaustivamente e risolvere.
Tuttavia vi lascio alcuni spunti.

Luciano Moggi, un faccendiere del mondo del calcio, é stato riconosciuto colpevole di aver truccato partite del Campionato di Serie A in un arco di tempo di circa due anni, ed é stato condannato in primo grado, a 5 anni di reclusione.
Cesare Previti, é stato riconosciuto colpevole di aver corrotto alcuni giudici affinché emettessero un parere a favore di Silvio Berlusconi nella disputa relativa all'affaire Mondadori, ed é stato condannato a 6 anni di reclusione.
Luca Bianchini nella primavera del 2009 stuprò tre donne; riconosciuto colpevole, fu condannato in primo grado a 17 anni; la Corte d'Appello ha ridotto la pena a 14 anni e 6 mesi. Dividendo questa condanna per i tre delitti si ha come risultato 4 anni e 10 mesi per ciascuno stupro: deduco da ciò che stuprare una donna sia meno grave che truccare un campionato di calcio.

Il reato di violenza sessuale é stato classificato dal codice penale un reato contro la morale fino al 1996, anno in cui la L. 66/1996 lo trasformò in reato contro la persona. Come a dire: abbattiamo il regime fascista, ma continuiamo a considerare la donna un oggetto sottomesso, così come suggerito dal Codice Rocco - che di quel regime era l'architrave del codice penale.

La religione cattolica, che dichiara di ispirarsi al Vangelo e agli insegnamenti di Gesù Cristo, continua a considerare la donna come un essere inferiore e con diritti limitati rispetto al maschio. Infatti la carriera ecclesiastica della donna é pressoché nulla. L'idea di vedere una donna sacerdote é respinta fermamente dai vertici del Vaticano, i quali sostengono che nel Vangelo non c'é scitto che una donna possa diventare ministro della Chiesa di Cristo. In realtà Gesù non ha nemmeno espresso il divieto a che ciò succeda.
Il ruolo che la Madonna, Marta, Maria e Maria Maddalena giocano nel Vangelo viene pressoché misconosciuto dal Papa e dalla CEI.

Tuttavia viene anche da chiedersi che cosa la moltitudine delle donne italiane faccia per raggiungere effettivamente la parità di trattamento e il superamento delle distinzioni di genere.
A parte alcuni accorati e valorosi esempi, restano negli occhi le varie Minetti, Carfagna, ecc., che hanno accettato che la propria avvenenza fosse l'unico metro per cui essere giudicate e l'unico proprio mezzo per poter emergere.
Non ne sto facendo una questione morale: non sarò qui a sostenere che la donna debba maschilizzarsi e soffocare la propria femminilità per poter avere successo.
Ma accettare l'equazione maschilista "sei figa-ti fai scopare-ti nomino ministro o consigliere regionale" significa di conseguenza minare secoli di lotta per l'emancipazione. Dove c'é chi compra, c'é anche chi vende. E questo ad ogni livello.

Io credo che noi maschi dobbiamo con coraggio porci la domanda "E' davvero questo il tipo di donna che vogliamo? L'angelo del focolare proposto dalla chiesa? L'oggetto lussureggiante, lussurioso e lussoso benché vacuo e disposto a vendersi? La bambola della pubblicità?" e altrettanto coraggiosamente dobbiamo darci una risposta.
Di contro, le femmine devono chiedersi se sono disposte a rinunciare alla propria gabbia di tranquillità, per mettersi in gioco realmente.


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