giovedì 12 gennaio 2012

Cosentino, un camorrista


La Camera dei Deputati ha negato l'autorizzazione a procedere contro il deputato Cosentino, del Popolo della Libertà, indagato per reati strettamente connessi con il clan dei Casalesi, il raggruppamento di stampo camorristico più eminente in Campania.

Nessun voto contrario potrà in ogni caso nascondere l'evidenza che Cosentino sia un camorrista, e che questo Parlamento sia composto da delinquenti.

La cosiddetta immunità parlamentare é una garanzia creata dall'assemblea costituente a tutela dei parlamentari con la finalità di proteggerli da eventuali procedimenti penali contro deputati o senatori nel momento in cui - nell'esercizio della loro funzione parlamentare - si fossero trovati ad esprimere un'opinione politica. Quindi, questa guarentigia, tutelava la loro opinione, all'origine. Aveva il fine di garantire l'indipendenza politica e di proteggerli da qualunque azione - mascherata da procedimento giudiziario - che mirasse a limitare questa libertà di opinione. Si veniva da un periodo in cui gli avversari politici del regime venivano incarcerati per reati di opinione.

Ora, per estensione, questa garanzia tutela il parlamentare a 360 gradi. E' diventata lo strumento con cui si apre la forbice fra il comune cittadino e il privilegiato appartenente ad una casta. E' diventata lo strumento arrogante per esentare 945 individui dal rispetto della legge. Se vogliamo fare un passo verso l'equità, dobbiamo abolire questo privilegio: il reato di opinione non é più invocato da decenni e decenni.

Cosentino usa l'immunità parlamentare - come Berlusconi e altri prima di lui - non per esprimere liberamente la propria opinione, no. La usa per rimandare o evitare un processo in cui sarebbe con la massima probabilità riconosciuto colpevole di associazione camorristica.

Il fatto che 309 farabutti abbiano cooperato per proteggerlo, la dice lunga sullo stato in cui versa il nostro organo legislativo.

Umberto Bossi che lo ha protetto ha rinnovato la vergogna che lo ricopre. Il rappresentante di un movimento che nega l'esistenza di uno Stato, non dovrebbe far parte delle Istituzioni di quello stesso Stato. Ed anche questa é un'anomalia.

Nessun referendum ci può salvare, amici. Occorre una rivoluzione, occorrono metodi più drastici. Diversamente, ci troveremo sempre oppressi, sì oppressi, da una cupola di privilegiati che dispongono di ogni mezzo per mantenere il potere.

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