giovedì 9 febbraio 2012

Oche starnazzanti


 "Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città, di fianco a mamma e papà" (A. M. Cancellieri - Ministro dell'Interno)

"Il posto fisso è un illusione" (E. Fornero - Minostro del Lavoro)

"Il posto fisso: che noia" (M. Monti - Presidente del Consiglio)

Nel "De coniuratione Catilinae" Sallustio narra che la lubido (intesa come bramosia) per il potere aveva reso quasi folle Catilina. Al giorno d'oggi non é la bramosia del potere a fare perdere il cervello, ma il raggiungimento del potere stesso.

Capita quindi che autorevoli e seriosi Ministri da poco insediati, si trovino a sproloquiare a proposito di un argomento delicato come quello della riforma del lavoro. Lungi dal voler passare per retrogrado, mantenendo tuttavia le mie convinzioni - espresse in differenti post sul presente blog [http://sigmachronicles.blogspot.com/2012/02/la-foglia-di-fico-dellarticolo-18.html; http://sigmachronicles.blogspot.com/2012/02/litalia-che-piace.html]  - credo che sia desolante ascoltare il Presidente del Consiglio, il Ministro dell'Interno e il ministro del Lavoro mentre interloquiscono con la stampa a colpi di battute sferzanti e sprezzanti nei confronti di una estesa fetta della popolazione attiva, anziché provare a sostenere il proprio intento con argomentazioni più ragionevoli.

Se questi sono gli unici argomenti a sostegno dell'abolizione dell'Art.18, direi che la questione non si dovrebbe nemmeno porre. Diversamente, c'é il timore che queste battute cerchino di mascherare il tentativo dell'attuale Governo di ingraziarsi o di accontentare la Confindustria ed eventualmente anche Fiat.

Vorrei che il Governo - ed in particolare il Ministro Fornero - riuscissero ad enucleare in modo convincente la questione, spiegando in che modo la libertà incondizionata (concessa agli imprenditori) di lasciare a casa i lavoratori si rifletta nella crescita di un Paese.

Mi sembra una strategia miope: creare disoccupazione (perché é questa la conseguenza di ciò che chiede la Marcegaglia), significa creare povertà; creare povertà significa contrarre i consumi; contrarre i consumi significa contrarre la produzione. In definitiva un enorme effetto boomerang, con conseguente crisi delle imprese.

Ma quando - per giustificate ragioni economiche - le imprese avranno licenziato tutti, quale sarà il provvedimento à la carte che la Confindustria chiederà al Governo?

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