giovedì 16 febbraio 2012

Si può essere Capitale anche senza Olimpiadi


Ieri il Presidente del Consiglio Mario Monti ha di fatto bocciato la candidatura di Roma per organizzare ed ospitare le Olimpiadi del 2020.

Subito si sono levati cori di disapprovazione, ben rappresentati dall'articolo di Mario Sechi, comparso su Il Tempo.it [http://www.iltempo.it/2012/02/15/1322606-scelta_essere_marginali.shtml].

In questo articolo, in uno sciorinare di luoghi comuni, l'autore sostiene che rinunciare alle Olimpiadi significhi scegliere una filosofia di ripiego e di marginalità, rispetto al protagonismo che la terza economia d'Europa dovrebbe avere.

A me, al contrario, quella del Presidente del Consiglio sembra una scelta di buon senso, presa in un momento in cui gli sforzi economici sono rientati a ristabilire un equilibrio finanziario ancora fragile se non ancora da raggiungere.

Il fatto che altre Nazioni d'Europa o del mondo (come la Spagna e il Giappone) coinvolte in lunghi e gravi periodi di crisi abbiano comunque avanzato la propria candidatura per i Giochi Olimpici del 2020 non aggiunge nè toglie nulla al dibattito.
Utilizzare gli esempi di Paesi come Spagna e Giappone per stigmatizzare una scelta ragionevole, significa non rendersi conto della realtà in cui stiamo vivendo.
L'Italia non é il Giappone, l'Italia non é la Spagna.

Negli ultimi 50 anni noi italiani abbiamo accumulato centinaia di esempi che da soli bastano a sbertucciare l'articolo di Sechi; non ultimi gli scempi relativi alla ricostruzione del terremoto in Abruzzo.


Mettere in piedi un gigantesco cantiere per le Olimpiadi di Roma, nelle condizioni economiche e morali in cui versa il Paese, significa andare incontro ad una enorme disfatta. Con brutta figura annessa.

Fintanto che non verranno garantite logiche affidabili ed etiche in materia di assegnazione degli appalti, non credo sia il caso di impegnarsi in grandi progetti che richiedano opere pubbliche di alto livello, con tutto quello che ne consegue.

Cosa serve ad una città come Roma - che per definizione attira l'attenzione di milioni di turisti ogni anno - organizzare un'Olimpiade o un Gran Premio cittadino di Formula Uno? Il Sindaco Alemanno ha considerato cosa comporterebbero questi eventi in una città devastata dal traffico e gravata dalla fragilità del suo immenso patrimonio storico? O la necessità di propagandare sè stesso ha avuto l'effetto di ottunderlo?

E' questo quello che serve all'Italia, adesso? Non credo proprio. Il Signor Sechi ci parla di filosofia e inventiva, di creatività e di altri sogni: ma parla da e di una Città che al momento non riesce ad affrontare in modo ragionevole un'emergenza neve.

Se Roma é, come spesso ci sentiamo dire, la Città eterna con i suoi millenni di gloria, di storia e di arte, si prenda una buona volta l'onere di essere la Capitale e cominci ad essere di traino per questa povera Nazione, con l'esempio, che é la più alta forma di autorità. E accantoni il vittimismo endemico improprio per una Capitale millenaria.

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