domenica 25 marzo 2012

La legge del più ricco


Leggo dal sito del Corriere della Sera che gli Stati Uniti hanno stabilito di risarcire i parenti delle vittime della strage di Kandahar con una cifra di 50 mila dollari per ogni vittima, e di 11 mila dollari per ogni ferito.

L'11 marzo 2012 Robert Bales - un sergente dell'esercito americano di stanza a Kandahar - forse in preda ad un raptus (ma con gli americani non si può mai dire: l'abitudine all'utilizzo delle armi é quantomeno endemica in quel Paese) ha sparato all'impazzata in due momenti diversi, uccidendo 17 persone.

Robert Bales é attualmente detenuto in un carcere del Kansas, e non in un carcere afghano, come sarebbe giusto.

Si sa tuttavia che per gli americani esiste una legge internazionale - che spesso loro si impegnano a far rispettare - e una legge speciale da applicare per sè stessi (e questa viene difesa con ancora maggior impegno).

Forti della propria convinzione che il dollaro possa curare ogni male, elargiscono biglietti verdi senza nemmeno troppa prodigalità (se ci pensate, 50 mila dollari, ossia 38 mila euro, é un prezzo a buon mercato per una vita umana) e si portano a casa il reo, che verrà poi processato in totale segretezza, con sentenze al limite della farsa.

Nel 1998 un jet da combattimento guidato da un cretino che negli Stati Uniti si usa definire Top Gun , passò a volo radente sotto i fili di una funivia che saliva all'Alpe del Cermis, troncando gli stessi fili. Morirono 19 persone.

Anche in questo caso ci fu un risarcimento (molto più corposo: dopotutto si trattava di europei, mentre a Kandahar sono rimasti uccisi solo degli afghani) e i militari dell'equipaggio (in base alla convenzione di Londra che regolava la procedura penale fra i membri della Nato per le questioni militari) furono processati in North Carolina, venendo congedati con ignominia dal corpo cui appartenevano e poco altro.  Richard Ashby - l'autore della manovra azzardata - ebbe anche il coraggio di far ricorso contro questa sentenza, tanto per dire che alla spudoratezza non c'é limite.

Forti ombre gravano tutt'ora sugli Stati Uniti anche per quanto riguarda la vicenda di Ustica, ma lì ci si mise anche la Democrazia Cristiana a depistare.

Dai tempi del presidente Wilson gli Stati Uniti non fanno mistero di considerare i propri interessi e le vite dei propri cittadini come indefinitamente più importanti di qualsiasi altra vicenda internazionale. Al contempo non fanno mistero di appellarsi all'unica legge che essi ritengono infallibile: quella del più forte, e del più ricco.
Armi potenti e dollari diventano pertanto gli unici argomenti che essi portano su qualunque tavolo negoziale.

Non stupiamoci, quindi, se ogni tanto ci troviamo ad affrontare vicende come quelle dell'11 marzo.

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