giovedì 15 marzo 2012

Quale rinascita morale?



Poco tempo fa ho letto su un blog tenuto da una giornalista del Corriere della Sera un post in cui - sostanzialmente - si diceva che l’avvento di Mario Monti aveva portato con sé, oltre ad un’inversione di tendenza nella situazione economica, anche un rinnovato ottimismo e una rinascita morale della popolazione.
Animato da un certo realismo nell’osservazione, voglio alzare la mano e dire “non penso proprio”.
Il fatto che – con una manovra astuta quanto legittima – il presidente Napolitano sia riuscito a destituire Silvio Berlusconi della carica di Presidente del Consiglio, non significa che questo Paese sia di colpo migliorato.
In uno dei primi post di questo mio giovane blog, denunciavo la superficialità degli italiani, così inclini a riversare aspettative su un singolo individuo investito del potere, aspettandosi che il proprio destino potesse venire cambiato e i propri problemi risolti semplicemente dalle azioni di quel singolo individuo.
Il fatto che Berlusconi sia stato sulla scena politica per vent'anni nelle vesti del primattore deve averci assuefatti ad un certo tipo di (bassa) moralità. Per cui, adesso che il Capo del Governo é una persona quantomeno rispettabile, siamo indotti a pensare con ingenuo candore che siamo tutti migliori.
E qui ci sbagliamo: Silvio Berlusconi, Dell'Utri e compagnia bella sono stati votati dal 42% dell'elettorato. Capite? Qualcuno ce l'ha messo, quindi qualcuno ha accettato di farsi guidare da un uomo non al di sopra di ogni sospetto. E i sondaggi dicono che il 40% circa degli elettori italiani ancora lo vorrrebbe. Non siamo sicuri che - potendo nel 2008 scegliere fra Monti e Berlusconi - gli elettori avrebbero scelto Monti. L'eccezionalità di Monti (sulla cui politica possiamo discutere tutto il tempo) sta nel fatto di non avere scheletri nell'armadio, ma soprattutto di non essere stato eletto!
E il problema non sta solo qui.
Di recente é stata disposta una verifica sulle pensioni di invalidità; i dati di questa indagine sono sconcertanti: con varie sfumature sul territorio si riscontrano false invalidità con percentuali che vanno dal 6% al 52% sul totale delle verifiche. Questo significa che c'é chi usufruisce di un beneficio a cui non avrebbe diritto, sottraendolo eventualmente a chi invece quel diritto lo avrebbe. E che ci sono medici che firmano falsi certificati. E magari ispettori che a lungo hanno chiuso un occhio.
I dati sulla lotta all'evasione fiscale parlano di immobili non dichiarati equivalenti ad entrate di circa, tenetevi forte, 500 milioni di Euro. E questi sono quelli cosiddetti regolarizzati. Il che lascia pensare che il sommerso abbia ancora una certa profondità. Le plateali verifiche della GdF in Corso Como a Milano e a Cortina hanno pur sempre rivelato che anche fra i piccoli commercianti ci sono grosse sacche di evasione fiscale.
Mesi di indagini di varie procure hanno portato alla luce un giro di scommesse clandestine che ha condizionato i campionati di calcio delle serie più elevate. Calciatori già ben retribuiti falsavano (e falsano) i risultati delle gare [che si vorrebbero] sportive al fine di vincere indebitamente grossissime cifre.
Inchieste a livello locale e nazionale rivelano l'attualità del fenomeno della corruzione, a 20 anni dall'apertura dell'inchiesta di Mani Pulite. Questo fenomeno é trasversale ai partiti: il Partito Democratico, con Penati e Masi in primis; dall'altra parte la Lega Nord con Boni inquisito per corruzione e con Nicoli Cristiani già arrestato. E riguarda industriali di ogni livello, nel ruolo di corruttori.
Il tormentone del Bunga Bunga, al di là delle sfumature colorite che ha assunto nei resoconti giornalistici finalizzati a generare pruderie nei lettori, ha mostrato che c'é una fascia di ragazze di estrazione sociale media che sono disposte per denaro a vendersi senza troppi scrupoli.
Senza contare i macrofenomeni come la mafia e la camorra, o i microfenomeni rappresentati dalle ragazzine di 14 anni che inviano proprie foto pornografiche ai compagni di scuola in cambio di una ricarica telefonica.
Insomma, più che una rinascita morale, io vedo la stagnazione di un Paese avido di denaro e orientato all'arricchimento rapido.
La generazione uscita dalla guerra, educata all'impegno, al senso del dovere e all'onestà ha trascinato l'Italia fuori dalle macerie della guerra, fino al boom economico.
Settant'anni di democrazia (cristiana) hanno educato più di una generazione al mero culto del denaro ultimo fine. Per parlare di rinascita morale abbiamo bisogno di modelli, di esempi, di buoni maestri.

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