giovedì 5 aprile 2012

Föra da i ball!!


Il clamore e lo stupore che hanno seguito la diffusione delle notizie riguardo all'indagine sul tesoriere della Lega Nord, Belsito, mi hanno sorpreso profondamente.
Non capisco se il clamore sia dettato dalla meraviglia di constatare che anche il partito che si autoproclamava duro e puro sia ora invischiato pesantemente in un brutto scandalo tipicamente italiano, fatto di distrazione di soldi pubblici e mazzette; o se sia il semplice compiacimento - di tutti quelli che non hanno mai amato Umberto Bossi  & Co. – nel constatare che anche l’Esercito di Pontida ha una serie pesante di scheletri nell’armadio.
Quest’ultima opzione è poco consolatoria, meschina e autolesionista, in quanto i malanni della Lega ricadono su tutti noi, in quanto la ristrutturazione della casa della famiglia Bossi (e chissà cos'altro) l’abbiamo finanziata noi.
Se invece fosse davvero stupore, significherebbe che viviamo in un Paese di ingenui o di sciocchi. La Lega va vista ed interpretata in tutta la sua totalità, come un fenomeno assolutamente negativo. E’ un movimento razzista, violento e orientato all’opportunismo politico, come ogni movimento populista che si rispetti.
A livello politico, la Lega ci ha lasciato un decennio abbondante di sostegno connivente e attivo al Governo Berlusconi. Una riforma federalista fumosa, confusa e – di fatto - inconsistente. Una legge sui respingimenti dei profughi, che ha causato la morte di centinaia di disperati fuggiti dalla Libia in guerra, e qui rimandati per essere massacrati (cosa che ci ha anche fatto meritare una sanzione dall’Unione Europea). Una legge elettorale definita porcata dal suo stesso ideatore: progettata per compiacere l’alleato e garantirsi un premio di maggioranza necessario a blindare il Parlamento; una legge elettorale che impedisce di esprimere una preferenza individuale sulla scheda elettorale.
A livello di costume – per dirla così - la Lega ci ha lasciato una serie di perle indimenticabili: dal “fӧra dai ball!” a proposito degli immigrati clandestini, al gesto dell’ombrello e del dito medio sciorinati in numerosi comizi, alle pernacchie in risposta alle domande sulla tenuta del Governo; per non parlare del rito del battesimo nel Po e dell’invenzione della Padania dalle origini celtiche (la Padania non ha riscontro né storico né geografico, se non nella testa vuota di certi leader in camicia verde); e ancora le minacce di secessione e di rivoluzioni a colpi di fucili e mitragliatrici e proiettili con i nomi di magistrati e politici; per finire con lo storico slogan “Roma Ladrona!
Roma Ladrona che rispecchia l’ipocrisia dei leader di questo movimento; ipocrisia che fa il paio con l’ottusità della base che per troppi anni si è bevuta le idiozie del Senatur. La Lega è l’espressione della parte più ottusa ed ignorante dell’elettorato italiano. I politologi che hanno cercato di trovare dei lati positivi o degli spunti interessanti hanno dovuto fare dell’equilibrismo surrettizio.
Umberto Bossi e la sua banda da un lato inneggiavano alla secessione da Roma, ma da Roma non se ne sono mai andati; stanno godendo dei privilegi offerti da quella Repubblica nel cui piatto sputano quotidianamente. Denunciano il malcostume degli altri partiti e di nascosto arraffano dove possono, sia a livello nazionale, che a livello locale (il caso Boni – in Regione Lombardia – è in via di esplorazione).
A questo punto dovremmo essere noi tutti a dire fӧra dai ball. Uno dei primi passi che l’Italia deve compiere per diventare un Paese normale è di rendere fuorilegge un partito che dichiara apertamente di voler distruggere lo Stato com’è attualmente concepito dalla Costituzione Italiana: l’Art. 5 dichiara l’Italia una e indivisibile. Il fatto che lo stesso articolo promuova le autonomie locali e il decentramento amministrativo, non significa assolutamente che concepisca la secessione. Se l’apologia di fascismo è un reato in virtù di una disposizione transitoria della Costituzione, a maggior ragione un comportamento contrario ad un articolo della stessa andrebbe vietato e sanzionato.
E’ ancor più assurdo che esponenti del partito secessionista siano stati Ministri dello stesso Stato da cui dichiaravano di volersi separare anche con metodi violenti, se necessario. Qui sta l’ipocrisia e l’incoerenza della Lega Nord. Si sono sempre professati diversi, ma qui di diverso non c’è nessuno: non il PD con tutte le luci ed ombre, certo non il Popolo della Libertà. E di sicuro nemmeno questa rozza banda di cafoni vestiti di verde.
Mi viene in mente l’inizio di Tangentopoli e il drammatico discorso di Bettino Craxi, quando in Parlamento guardò tutti negli occhi e di fatto chiese “chi di noi è pulito?”: mi chiedo dove stessero guardando i deputati della Lega.

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