giovedì 5 aprile 2012

Oscurantismo o rincoglionimento?


Benedetto XIV ha definito drammatica la situazione attuale della Chiesa. In occasione [lo si legge sul sito del Corriere della Sera] della messa crismatica del Giovedì Santo, un giorno importante per il mondo cattolico in quanto si ricorda l’istituzione dell’Eucarestia, fondamento di tutta la religione Cristiana, ha commentato le ultime vicende che hanno scosso il Vaticano.
In particolare, Joseph Ratzinger si è dedicato a commentare la situazione austriaca dove un folto gruppo di sacerdoti sta invocando l’ordinazione a sacerdote anche per le donne. E questo, il buon Joseph non può tollerarlo. Non sia mai che un essere di sesso femminile celebri messa e predichi.
Forse per l’agitazione si è lasciato scappare quella che secondo me è una bestialità, quantomeno un’incongruenza (non me ne vogliano tutti i cattolici che credono all’infallibilità del Papa in materia di Religione), affermando:
“la Chiesa, al riguardo, non ha avuto alcuna autorizzazione da parte del Signore”
Pur premettendo che con il Signore di cui parla il Papa tedesco non ho mai avuto un colloquio esaustivo, posso dire di conoscere con sufficiente profondità il Vangelo di Gesù Cristo, per essere cresciuto in una famiglia dai sani valori cristiani. Dato che la religione cattolica si fonda su quell’unico testo, che viene appunto definito Parola di Dio, resto perplesso a leggere le parole di Benedetto XVI: vorrei capire in quale dei quattro Vangeli il fondatore della religione cristiana, nonché ideologo di essa (Gesù Cristo di Nazareth, insomma) autorizzi ad ordinare sacerdote solo i maschi, lasciando alle femmine ruoli marginali e – tutto sommato - servili.
Il fatto che i discepoli fossero tutti maschi é frutto di circostanze culturali dell’epoca (nella Palestina di duemila anni fa non credo che la donna fosse molto considerata). Oltretutto il Vangelo riserva ruoli importanti alla donna; la Madonna educa e cresce Gesù come una brava mamma, ma non solo: lo consiglia, lo esorta e lo guida, anche quando è già il predicatore dei miracoli. Sotto la Croce ad accompagnarlo fino alla morte ci sono tre donne. Le prime a vedere il Cristo risorto sono due donne. Durante la via che lo conduce al Monte Calvario si rivolge alle madri. Eppure il buon Joseph tende a sottovalutare tutto ciò.
Se poi andiamo a guardare l’episodio che si vuole identificare come la missione sacerdotale, quello in cui Gesù invia i discepoli per il mondo a predicare il suo Vangelo, non troviamo vincoli e discriminazioni di carattere sessuale. Per quanto ancora la Chiesa dovrà temere il sesso femminile?
Non sono uno studioso di scritture sacre. Ma proseguendo a sfogliare il Vangelo, non riesco a trovare il capitolo in cui il Signore autorizza il Papa alla violenza: ciononostante la Chiesa si è resa protagonista di secoli di conversioni coatte, di roghi purificatori, di incarcerazioni degli eretici.
Il Vangelo parla di umiltà e povertà: ma da sempre i Papi hanno ostentato ricchezze e comportamenti da Sovrani.
Il Vangelo parla di perdono, il Vangelo è amore, il Vangelo é eguaglianza. Non è il paravento dietro cui opporsi al rinnovamento, o la spada per separare i maschi dalle femmine, lo scettro per imporre la sottomissione e mantenere il potere. Il medioevo è finito: Ratzinger non può continuare a mantenere il suo popolo nell’oscurità e ignorare il contributo positivo che la donna porterebbe nel polveroso mondo della Chiesa.

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