sabato 5 maggio 2012

Scorciatoie comode

Avere dubbi, dice il saggio, é proprio delle persone intelligenti. Trovare le risposte ai propri dubbi, dico io, é ancora più intelligente.

Questo, più o meno, é quello che deve aver pensato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quando ha deciso di dare a Mario Monti il mandato per formare il governo sostitutivo del Berlusconi IV.

Da anni, tutti - dai cosiddetti esperti di finanza e politica internazionale, all'uomo della strada che chiacchiera davati al cappuccino - sostenevano che il Prof. Mario Monti fosse l'uomo giusto per risolvere i problemi italiani: dopo tutto Mario Monti é il rettore dell'Università più prestigiosa d'Italia, un rispettato Commissario europeo, un professore competente ed apprezzato. Riscuoteva consensi da ogni parte dell'arco costituzionale (o quasi): non dargli in mano il volante della Nazione sembrava il solito spreco italiano.

Qualcuno si era sbilanciato inerpicandosi su teorie sociologiche per cui gli italiani, guidati dall'invidia, malvedono chi eccelle e preferiscono essere rappresentati da qualcuno nel quale si identifichino, tipo il buon Berlusconi, tutto donne, calcio e ricchezza guadagnata rapidamente [questa non é una boutade, ma il succo di un articolo apparso qualche anno fa sull'Herald Tribune, autorevole newspaper britannico: in pratica individuava nell'affinità fra le passioni dell'italiano medio e quelle palesi di Berlusconi il segreto del suo successo politico].

"Ma perché non mettiamo Mariomonti [sì, detto tutto d'un fiato, come negli anni settanta si diceva Gigirriva per invocare i gol della nazionale] a fare il Presidente del Consiglio?" era diventata la domanda tormentone degli ultimi dieci anni, un po' come quando, d'estate, arriva la canzonetta easy listening, un po' scema e martellante che ti fa compagnia sotto l'ombrellone e che - bene o male - tutti cantano. Tipo sole, cuore, amore, appunto.

Queste certezze popolari sono indici di una filosofia superficiale e un po' sbucciona. Come se per risolvere problemi endemici italiani, come l'evasione fiscale, la disoccupazione, la corruzione, la concussione, bastasse mettere un Harry Potter in abito gessato. E  Monti godeva fama di conoscere la materia (l'economia, la materia di cui sono fatti recentemente i sogni dei governi occidentali) e di avere ottime credenziali presso i severi Soloni dell'Unione Europea. Monti rappresentava benissimo l'ideale scorciatoia per levare l'Italia dalla crisi economica senaa sconvolgere troppo le abitudini degli italiani

Bene, dopo cinque mesi possiamo dire, con una certezza che cresce di giorno in giorno, di esserci tolti il dubbio che Monti fosse davvero l'uomo giusto. Non perché gli manchi la competenza, ma perché lui stesso non ha ancora capito quale sia il proprio fine ultimo.

Credo che chiunque inizi un viaggio, che sia un percorso politico o un'attività imprenditoriale, o un'associazione di qualsiasi altro genere, abbia o debba avere un fine ultimo. Lo scopo ultimo serve ad organizzare le risorse, a studiare le strategie. A maggior ragione in politica.

E' tanto che in Italia non si vedono progetti a lungo termine. Nel tardo ottocento, il Partito Socialista lottava per garantire opportunità di crescita per il proletariato. C'era una filosofia che sottendeva questo movimento, una filosofia poco compromissoria. C'erano azioni mirate, organizzate. Ci sono state delle vittorie, dei progressi.

Negli anni venti, Mussolini aveva un fine ultimo. Se vogliamo, mortifero, ma era un fine ultimo. La trasformazione dell'italiano da massa indolente a Popolo, militarizzato, marziale, forgiato secondo i principi del superuomo nitscheiano. Lo Stato doveva essere strutturato nel medesimo modo. L'architettura e l'urbanistica, tutto doveva uniformarsi. Il raggiungimento di questo fine ultimo richiedeva progettazione a lungo termine, organizzazione, comunicazione. E' finita male, probabilmente non vi erano altre possibilità, ma c'era una progettualità. Sperando di non essere tacciato di apologia, devo dire che il lavoro sull'italiano non é stato così privo di frutti. La generazione educata da quel regime ha condotto l'Italia oltre le macerie fino alla ripresa economica. Il prezzo da pagare é stato senz'altro troppo alto.

Quello che secondo me difetta al Mario Monti politico é il fine ultimo. Cosa vuole questo signore? Vuole solo sanare temporaneamente le finanze nazionali? Vuole educare l'italiano a rifiutare l'evasione fiscale o vuole semplicemente spremere chi é già spremuto per tappare il buco di bilancio? Vuole modificare il sistema fiscale o semplicemente vuole condurre l'Italia alle elezioni del 2013 mandenendo lo spread entro livelli accettabili? Vuole allineare l'Italia agli altri partners europei, o semplicemente vuole accattivarsi l'approvazione di Merkel & Co? Ha davvero intenzione di abandonare la scena dopo il 2013 o si riproporrà come Presidente del Consiglio per qualche coalizione?


L'assenza di risposte definite crea perplessità presso gli italiani e una certa stasi nella stessa attività di governo.

Il discorso di insediamento aveva fatto ben sperare. Equità unita a rigore. Sembrava una cornice adeguata per un quadro che andava delineandosi. Avevamo voluto credere che il suo Governo avesse intenzione di sfruttare quell'insolita assenza del vincolo elettorale per fare quello che nessun Governo soggetto al giudizio delle urne poteva fare.

Tuttavia in questi mesi abbiamo visto poco rigore e pochissima equità; più che altro é stato un susseguirsi di dietro-front abbastanza imbarazzanti: dalle privatizzazioni fantasma, alla sanguinosa, impopolare ed inutile battaglia sull'Art.18, per finire a quella triste pantomima del bando per le nuove auto blu e dei consulenti esterni al governo, per un subappalto delle questioni tecniche.

Senza contare la bacchettata al povero Alfano che - di tutte le boiate sparate recentemente - ne aveva detta un giusta: compensare i crediti commerciali vantati con gli enti pubblici, con i debiti tributari verso lo Stato. Questa non é evasione: se i crediti sono documentati, liquidi ed esigibili, non vedo perché si debbano tenere in sospeso per periodi che arrivano anche a quattrocento giorni (alcune ASL Calabresi sono arrivate a liquidare dei debiti verso fornitori dopo 385 giorni), mentre Equitalia chiede subito il pagamento dei debiti tributari, compresi quelli derivanti da verifiche fiscali contro le quali é stato fatto ricorso al tribunale competente. Onora il tuo debito e aspetta che io onori il mio, con i miei tempi: siamo di fronte ad un assurdo sbilanciamento dei rapporti di forza fra stato e imprese, in questo caso sì penalizzate. Roba degna del feudalesimo medioevale.

In questo modo il Presidente del Consiglio dimostra prima di tutto di non capire quali siano le reali esigenze delle piccole e medie imprese, disprezzandone l'esigenza di liquidità. E di conseguenza, dimostra di non avere davvero a cuore la crescita dell'economia italiana, ma solo lo sterile pareggio di bilancio dello Stato che - perseguito in questo modo - porterà solo alla rovina irreversibile.

E retromarcia dopo retromarcia, abbiamo sprecato altri 5 mesi di tempo; tempo che é la risorsa più preziosa, perché non si può produrre nè ripetere. Quando é passato é passato.

Sì, ci siamo tolti il dubbio: Mario Monti non é la scorciatoia che tanti avrebbero desiderato. Ma quanto ci é costato toglierci questo dubbio?

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