lunedì 27 agosto 2012

LA FINE (DELLA CRISI) E' VICINA


I testi di storia rinascimentale riportano che i Tudor, non sapendo come aumentare il gettito erariale destinato a finanziare l'apparato statale, ricorsero ad una tassa sulle finestre. Questa idea come succede a tutte quelle strampalate, si diffuse rapidamente, venendo applicata da tutti i Ministri delle Finanze europei fino all'epoca asburgica. Questo é il motivo per cui possiamo vedere numerosi palazzi d'epoca con le finestre murate: piuttosto che pagare delle imposte ingiuste (la tassazione di una finestra non rappresenta nessun tipo di filosofia politica nè possiede in sè una progettualità economica) i proprietari preferivano murare alcune finestre.

Intervenendo al recente Meeting di CL a Rimini, l'attuale Presidente del Consiglio Mario Monti, ha affermato con cauto ottimismo che - sebbene ci sia da affrontare un periodo molto duro e difficile - la fine della crisi é vicina.
Quasi a fargli da staffetta una delle più quotate agenzie americane di rating, Fitch, ha rivisto la propria valutazione sull'Italia, dichiarando che - a condizione che il pacchetto di riforme studiato dall'attuale Governo italiano venga approvato e rispettato - l'Italia si può considerare un paese estremamente affidabile e prossimo all'uscita dalla crisi entro il 2013.

Sorvolando sulla volubilità e l'affidabilità di queste agenzie di rating, che fino all'altro ieri descrivevano l'Italia sull'orlo del baratro e adesso la vedono in salute, resta da chiedersi che benefici strutturali possa portare il cosiddetto "pacchetto di riforme Monti".

Questo pacchetto di riforme, ha ben poco di innovativo e di riformatore: consiste in una serie di espedienti - nemmeno troppo sofisticati - per permettere al Governo di incamerare nel modo più facile e pratico il maggior gettito fiscale possibile. Pochi, maledetti e subito! Con lo scopo di turare l'enorme falla del debito pubblico, che resta l'unico obiettivo dichiarato dal convegno di quelle menti eccelse che scaldano la poltrona a Bruxelles. Oltretutto, l'orizzonte temporale di Mario Monti é il 2013, ossia la fine della legislatura: quindi l'obiettivo del Professore  varesino é quello di arrivare a scadenza con i conti artificialmente sanati; poco importa se dopo, l'Italia ripiomberà nel baratro.

La conferma che non é una riforma ma una triste riedizione dei vecchi grimaldelli ereditati dai predecessori si ha nel momento in cui ci si va a guardare la sostanza dell'intervento: tagli, nessun investimento di grande portata, aumento delle imposte.

Ah, dimenticavo: é stata istituita l'agenda informatica, sono state fatte delle agevolazioni alle famiglie per quanto riguarda il rilascio di alcuni documenti autocertificabili, e abolito l'obbligo di passare dal notaio per svolgere alcune pratiche. Forse una tassa di sedici euro per il rilascio della carta di identità elettronica. Tutto qui.

Manca la riforma del sistema pensionistico che riduca la distanza fra le pensioni più elevate e quelle minime: continuo a pensare che il debito Inps diminuirebbe se si abbassassero progessivamente le pensioni a favore di chi - durante la vita lavorativa ha percepito una somma totale superiore a cinquecentomila euro; contestualmente questo permetterebbe di alzare le pensioni minime.
In più, non c'é al vaglio un progetto a medio termine mirante a fare chiarezza sulle false pensioni di invalidità e di accompagnamento che in Italia raggiungono un monte elevatissimo e - in alcune regioni - addirittura endemico.

Così come non é prevista un credibile politica di crescita dell'economia e di incentivazione alla creazione dei posti di lavoro, a meno che non si voglia considerare come incentivo all'assunzione l'articolato intervento di Elsa Fornero finalizzato a mascherare da riforma del lavoro una macelleria sociale che fa piacere solo ad Emma Marcegaglia.
Nessuna attività di investimento pubblico che crei lavoro pubblico e metta in circolazione finanza benefica.

Non si é messo mano ai meccanismi di assegnazione degli appalti pubblici che - non finirò mai di dirlo - costituiscono una continua e infruttuosa emorragia di finanze pubbliche, a causa della revisione dei costi in corso d'opera.
Un pacchetto di riforme dovrebbe avere come minimo l'eliminazione di quei vincoli di carattere strutturale che impediscono la crescita e la leale competizione fra aziende in modo che vinca la più efficiente. Ma Monti sembra non accorgersi di questo problema che costituisce uno spreco sia in termini di risorse della finanza pubblica, sia una mancata opportunità di crescita.
Infine non è stato fatto nessun passo in direzione di una riforma fiscale orientata ad attingere i redditi più elevati, che sono quelli meno produttivi in termini di crescita economica; al contrario, il Magnifico Rettore sembra accanirsi - come chi lo ha preceduto sui bersagli facili, immolando la propria credibilità in difesa dei quattro scaglioni. Monti é di estrazione culturale elitaria, é espressione delle classi sociali più abbienti; é, infine, un rappresentante dell'aristocrazia finanziaria lombarda: non attuerà mai un programma di carattere sociale, che porti equilibrio in un Paese che prima di tutto ha bisogno di questo; nel suo discorso di insediamento ha parlato di equità, usando questo termine come una cassa di amplificazione per conquistarsi la benevolenza di tutti gli italiani. Ma nel momento in cui ha cominciato ad operare si é ricordato da dove viene, e ha saputo curare gli interessi

Monti & Co. non hanno pensato - in questi 10 mesi di lavoro - a rivedere l'Iva sui beni di lusso, e a spaccare in due categorie i beni che attualmente sono tutti soggetti ad Iva al 21%, riportando i beni di consumo al 20% e quelli di minor necessità al 25%. Questa operazione avrebbe davvero - e in modo democratico ed equo - aumentato il gettito, senza deprimere i consumi e penalizzare le categorie con i redditi più bassi.

Così come la Tobin Tax avrebbe finanziato la spesa pubblica e scongiurato le oscillazioni dei tassi di interesse dei Titoli di Stato. Ma, in ottemperanza ai desiderata dell'Unione Europea, Monti ha soprasseduto all'introduzione di questa potente imposta.

In compenso, tuttavia, é in stato avanzato il progetto di assoggettare ad imposta le bibite gassate, provvedimento questo che - oltre a mettere in ridicolo il governo, non risolverà i problemi del debito pubblico, che si risolverebbe facilmente con una politica monetaria finanziata da un maggior gettito fiscale.

La crisi é vicina, sostiene il Presidente del Consiglio: la crisi é vicina perché l'intero sistema economico é vicino al collasso, e niente gli sopravviverà. Niente, tranne il senso di ridicolo per l'imposta sulla Coca Cola, così vicina, così simile all'imposta sulle finestre.

4 commenti:

  1. Mi trovo più che mai d'accordo quando scrivi "Monti é di estrazione culturale elitaria, é espressione delle classi sociali più abbienti; é, infine, un rappresentante dell'aristocrazia finanziaria lombarda: non attuerà mai un programma di carattere sociale".

    RispondiElimina
  2. Mi trovo nel mio paese di origine da circa 3 settimane e provo con tutte le mie forze dimenticare un po, almeno un po la situazione in qui ci siamo trovati tutti - italiani e stranieri, provo a sperare che anche se a passi minuscloli la crisi sara' spinta fuori... sara' messa a bada... sara' risolta alla fine ma mi accorgo che, come due mani che non sanno l'una che fa l'altra (non so se mi sono espressa bene...)cosi, due diversi eserciti - Il popolo ed I politici lottano per la stessa causa (non ne sono sicura pero riguardo la causa) ma ognuno per i fatti suoi, per i suoi interessi e con i suoi metodi non faccendo altro che impicciarsi e complicare le cose. Come vorrei avere almeno una notizia buona che riproduca la realta', avere la certezza che ritornando nella amatissima Italia - paese in qui o scelto vivere per la sua storia, cultura e bellezza, sentire nell'aria "il vento del cambiamento" che soffia nella stessa direzione e non la tempesta che gira e rotola spazzando via tutto e lasciandosi dietro di se l'ira, la rabbia e la vergogna di un popolo stanco e deluso di tutti e di tutto...

    RispondiElimina
  3. Come al solito non ti smentisci: gran bel post!!! Complimenti!
    Sigmund metti l'icona unisciti al sito così mi iscrivo al tuo blog! ciaoooooooooooo!

    RispondiElimina