venerdì 8 febbraio 2013

HARAKIRI


[Farneticazioni notturne di un indeciso avente diritto di voto]
L'Impero romano non é crollato sotto gli attacchi di una potenza straniera di eguale o superiore potenza, non é stato sconfitto in battaglie campali. Non dalla Persia, nè dai Cartaginesi, o dalle Falangi Macedoni di Alessandro il Grande. Tantomeno dalle schiere guidate da Ramses II. L'Impero romano si é sgretolato dall'interno, vittima delle proprie stesse debolezze, della corruzione morale e fisica della sua popolazione. Dell'incapacità di governare il potere e la ricchezza accumulate in secoli di dominio e di abuso.
Questo é quello che penso riflettendo a proposito dell'attuale sistema economico che si é trasformato - in cinque decenni - in un vero e proprio impero. Karl Marx, il più grande esperto - seppur estremamente critico - di capitalismo, aveva previsto che giunto ad una certa fase della propria "vita" il capitalismo sarebbe collassato a causa dell'impossibilità di autoalimentarsi. A quel punto, il proletariato affamato avrebbe rovesciato il sistema, impadronendosi dei mezzi di produzione e distribuendo le ricchezze secondo le necessità di ciascuno.
A quest'ora della notte, sconfortato dalle notizie che riportano un'alleanza post elettorale fra Monti e Bersani, mi chiedo ancora una volta che senso abbia andare a votare. Insomma, parliamoci chiaro: ormai le nostre elezioni politiche sono una specie di kermesse démodé, come il Festival di Sanremo. Il destino di noi cittadini italiani non si decide nelle urne che eleggeranno il Parlamento. Si decide a Berlino, meta di pellegrinaggi di tutti i leader Europei, si decide a Bruxelles, dove la massoneria di banchieri e grandi industriali gioca a Monopoli, si decide a Washington o a Wall Street dove i grandi capitali vengono usati da speculatori indifferenti per modificare equilibri e stravolgere vite.
La Pasqua di Resurrezione preconizzata da Marx tarda ad arrivare. All'orizzonte non si vedono leader capaci di apportare correzioni al sistema: quelli sulla scena politica si limitano a genuflettersi - da qualunque parte provengano - davanti alla Merkel, accompagnando le speranze di milioni di Europei e - non sono le loro - verso un baratro senza fondo.
Forse c'é bisogno di un terremoto totale, di massima intensità che riduca la scena ad un cumulo di macerie, dalle quali ripartire per ricostruire qualcosa di nuovo, di diverso, di migliore. La spallata non la può dare Bersani e il suo partito senza valori e senza memoria. Certo non la può dare Monti, che del sistema attuale non solo é garante, ma ne é anche prodotto. Grillo, a parte ombra da chiarire, ha proiezioni di sè troppo simili a quelle di Danton, sbandiera intenti idealisti, tutto sommato infruttuosi.
Ci resta B. So che questa soluzione fa inorridire: ma B é l'uomo giusto per abbattere il sistema. Ci stava già riuscendo, fino al novembre del 2011: portando avanti una politica scriteriata finalizzata alla mera conquista della popolarità; finalizzata a sua volta alla conquista del potere assoluto. 
Poiché stava facendo scricchiolare il sistema fu fermato e sostituito da Mario Monti, collocato appositamente per puntellare il sistema.
Attorniato dalla corte dei miracoli composta da rozzi leghisti, da un esercito di lacché impresentabili, da fiduciari dalle frequentazioni impresentabili, da schiere di odalische pronte ad offrirsi durante i suoi baccanali, Berlusconi é l'uomo giusto per portare il sistema attuale all'autodistruzione.
Con lui il debito pubblico si dilaterebbe, la spread ricomincerebbe a crescere, l'Italia verrebbe assalita dagli avvoltoi della speculazione finanziaria e il default sopraggiungerebbe come sonno dopo una lunga corsa. La crisi dell'Italia aprirebbe una falla in Eurolandia che i vari Merkel, Sarkozy, Draghi, Monti, Van Rompuy e tutta la schiera di massoni hanno cercato di contenere non per il bene delle popolazioni greca, spagnola, portoghese e italiana, ma semplicemente per tenere in piedi il sistema economico grazie al quale al momento le banche e la grande industria prosperano.
Il default italiano creerebbe un effetto domino che travolgerebbe rapidamente tutti i paesi dell'Occidente industrializzato. Ci sarebbe un annullamento totale delle ricchezze, e anche chi ha accumulato in forma maggiore si ritroverebbe spazzato.
Una specie di vento purificatore portatore di distruzione. E sulle macerie si potrebbe ricostruire, questa volta con regole diverse, sulla base di principi più egualitari. Questa sarebbe una rivoluzione. E l'unico che può inconsapevolmente innescarla, é B.
Ma forse sono solo pensieri annebbiati dall'insonnia e ci attende ancora una lunga traversata.

2 commenti:

  1. l'analisi non fa una grinza,io da qualche anno a questa parte ho scelto di non guardare più la televisione spazzatura, guardo solamente documentari,un po'su youtube,un po' li scarico,e altri su focus (l'unico canale che guardo). ne ho visti di tutti i generi,sulla storia, massoneria,illuminati,guerre,spazio,scienza ecc.e sinceramente concordo che contro il potere acquisito in tutti questi anni da quel manipolo (forse 2 o 300 potenti) che tengono il mondo per le palle e che da parte loro hanno tutta la potenza di fuoco degli eserciti,polizie locali ecc. non ci sia molto scampo,ma prima di mettere sul piedistallo mister b (minuscolo)preferirei un'utopica presa di coscienza della parte più debole dei cittadini del mondo intero coalizzarsi e scendere sul piede di guerra!dalla nostra abbiamo solo il numero e sicuramente faremo la fine degli indiani sterminati,ma me la giocherei così

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