venerdì 29 marzo 2013

CI SONO VITTIME SOTTO LE MACERIE DI EUROLANDIA


Il capitalismo senza solidarietà é fonte di grande disperazione.

Questa é l'amara lezione che stiamo imparando da alcuni decenni a questa parte, da quando - cioé - una conclamata massoneria di banchieri e avidi uomini di finanza é uscita dall'ombra e ha strutturato un'entità sovranazionale chiamata Unione Europea; il cui scopo apparente sarebbe quella di sanare le economie e diffondere il libero mercato nel Vecchio Continente; il cui scopo reale - nemmeno tanto occulto, ormai - é quello di sbilanciare i rapporti di forza a proprio favore a danno delle masse di chi lavora e non appartiene alla classe dirigente. Una vera lotta di classe, insomma, condotta non dalla classe meno abbiente animata da spirito di rivincita, ma dalla classe preponderante, con obiettivi definitivi di supremazia.

Recentemente un po' dappertutto si sono moltiplicati i casi di suicidi per le difficili condizioni in cui il volgo non privilegiato é costretto a vivere.

Il settimanale tedesco Der Spiegel ha dedicato alcune pagine al drammatico fenomeno verificatosi in Bulgaria: negli ultimi mesi quattro esseri umani si sono suicidati dandosi alle fiamme davanti a luoghi emblematici e rappresentativi delle Istituzioni (banche, sedi parlamentari, ecc.) ritenute responsabili del malessere sociale ed economico che sta devastando uno degli ultimi Paesi ad essere stato attratto dalle ingannevoli promesse della bandiera blu con le dodici stelle.
La Bulgaria é sprofondata in un inferno senza soluzioni che assomiglia ad una vertiginosa spirale che ha avuto inizio quando Boyko Borissov, il Leader Conservatore a capo del Governo, ha scelto di ottemperare alle inevitabili indicazioni della UE, dettando al proprio paese la rotta del pareggio di bilancio.

Sorprendentemente la Bulgaria ha raggiunto questa meta. A che prezzo? Al prezzo di una clamorosa contrazione dei consumi e di una drammatica crescita della disoccupazione; in generale di una profonda crisi economica, che ha buttato sul lastrico moltissime famiglie. Da qui i suicidi e le torce umane.

Qualcuno ha idea di che abisso abbia davanti un essere umano che arrivi al punto di cospargersi di benzina e darsi fuoco? Che vuoto di speranza e di aspettative? Che rabbia?

Senza contare che la logica della privatizzazione dei servizi più importanti - a partire dall'erogazione dell'energia elettrica - ha condotto a vertiginosi aumenti delle tariffe, che hanno ultriormente complicato la vita degli individui.

A dimostrazione che un bilancio in parità non é lo specchio di un Paese in salute: non é sano un Paese dove la gente si dà fuoco, dove le famiglie si arrabattano per campare, dove la maggior parte della popolazione é senza lavoro, dove la ricchezza é concentrata in poche mani, mentre la povertà dilaga [mi chiedo se io stia scrivendo della Bulgaria o dell'Italia].

Chi sta dettando le regole in questo momento ha confuso obiettivi ed ostacoli lungo il percorso: vede il pareggio come l'obiettivo e la disoccupazione o la crisi economica come fenomeni passeggeri da risolvere; la mia opinione é che il benessere diffuso (quindi occupazione e perequazione della ricchezza) sia l'obiettivo finale, e il pareggio di bilancio sia l'inevitabile corollario da raggiiungere in una fase successiva, quando tutte le altre variabili si saranno riequilibrate.

Occorre domandarsi se questa é l'Unione che vogliamo.

Un'Europa unificata sotto la bandiera di un raffinato manipolo banditi in abito grigio. Un'Europa unita da una moneta studiata a tavolino, ma ancora disunita a livello politico. Un'Europa che detta regole in campo economico, ma che non ha ancora previsto un meccanismo automatico di solidarietà con quelle zone che ancora soffrono degli effetti di queste stesse regole.
Un'Europa di banche e grandi industrie, e non di popoli uniti e di individui che legittimamente dovrebbero potere ambire al benessere e alla serenità, se non alla felicità.

No, non é questo ciò che serve.

L'uomo che non c'era

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