sabato 23 marzo 2013

MA IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU


Spesso la pubblicità, con la propria vis retorica, rischia di assumere un'involontaria connotazione comica, che si tramuta poi in amara ironia quando le vicende della cronaca vanno a coinvolgere quegli stessi marchi che la pubblicità ha provveduto a decantare.

Recentemente uno scandalo disgustoso di speculazioni, tangenti, circolazione di informazioni riservate, sottrazione di fondi e altre amenità che stanno ormai diventando l'elemento caratterizzante di chi opera nella finanza, ha macchiato il nome di uno storico istituto dalle origini antichissime come é il Monte dei Paschi di Siena.

Questo scandalo non ha fatto altro che rendere conclamata la fragilità del nostro sistema bancario: fragilità dovuta non tanto a questioni strutturali od economiche, bensì a questioni etiche: nella sostanza il Montepaschi non é più un istituto che possa garantire i portatori di interessi, per la sola ragione che é gestito da farabutti.

E come la banca senese, così tanti altri istituti di credito che negli ultimi decenni si sono trasformati da istituzioni che fornivano a privati e ad aziende adeguati strumenti finanziari e liquidità necessari per poter avviare o sviluppare delle economie, in poderosi carrozzoni operanti spesso oltre il confine della legalità con lo scopo di produrre in tempi brevi e con operazioni sconsiderate ingenti ricchezze ad uso e consumo di chi quegli istituiti di Credito li guidava o ne deteneva le quote di maggioranza. Tanti, maledetti e subito.

Il lato ironico della vicenda (se proprio se ne deve trovare uno) sta nello spot di questa banca, passato a lungo sulle reti televisive italiane: in esso venivano seguiti scorci di vita di soggetti diversi, tutti carichi di sogni, progetti, aspettative e illusioni. Il Monte dei Paschi di Siena veniva presentato come lo strumento che avrebbe permesso a questi individui di realizzare i propri sogni e perseguire i propri obiettivi. La colonna sonora opportunamente scelta era Ma il cielo é sempre più blu, di Rino Gaetano, con il testo che rappresentava un azzeccato contrappunto alla varietà di vita raffigurata nelle immagini. Ironia nell'ironia, in quanto il cantautore calabrese deve essersi rigirato nella tomba all'idea che una canzone scritta da lui - decisamente comunista - venisse usata per divulgare il marchio di una banca.

In ogni caso il messaggio era chiaro e anche ben proposto: quali che siano i tuoi progetti, guarda in alto, perché con Monte dei Paschi il tuo cielo sarà sereno.

Ora chi ha creduto a questo spot si trova gravide nuvole all'orizzonte e lampi e tuoni. Come tanti altri investitori e clienti che inavvertitamente si sono rivolti alle banche negli ultimi anni: la cronaca é piena di episodi che testimoniano della mancanza di etica della classe dirigente di queste organizzazioni.

I casi Parmalat e Cirio, la vicenda della ristrutturazione del debito del Comune di Milano e di altri Enti pubblici, la lunga controversia circa l'aquisizione della Banca Popolare di Lodi e - andando indietro nel tempo lo scandalo del Banco Ambrosiano i cui clienti andarono in rovina per le macchinazioni organizzate da Roberto Calvi. Su tutti questi casi i Tribunali italiani hanno emesso sentenze di condanna, ma ciò non ha inibito i comportamenti illegali.

Senza dimenticare la scriteriata gestione dei mutui sub-prime che ha scatenato la presunta bolla finanziaria che dal 2008 ci sta massacrando e costringendo a rivedere l'ampiezza dell'orizzonte dei progetti di ciascuno di noi.

Senza dimenticare, ancora, che le banche italiane ricevono moneta dallUnione Europea con lo scopo di immettere liquidità nel sistema e far ripartire l'economia: purtroppo, però, questi fondi vengono utilizzati dalle banche stesse per acquistare BTP italiani che hanno tassi di rendimento elevatissimi a causa dello spread con i Bund tedeschi; l'ennesima speculazione finanziaria ai danni dello Stato e dei singoli individui che arrancano cercando di sopravvivere alla crisi economica.

Ma il  cielo é sempre più blu.

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