sabato 20 aprile 2013

LA LUNGA STRADA PER IL SUICIDIO


(errare é umano, perseverare nell'errore é proprio del Partito Democratico)

C'é un'immagine agghiacciante, apparsa in televisione durante la fase di scrutinio della sesta e ultima votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica; é un'immagine che mi rimane impressa nella mente e mi genera emozioni rabbiose: Silvio Berlusconi attorniato dai suoi lacché, sorrideva a tutta dentiera, soddisfatto per l'abbrivio che lo scrutinio stava prendendo.

Ancora una volta Sciur Ghe pensi mi é riuscito nell'impresa di apparire determinante e di figurare come il salvatore della Patria. L'idea di convincere Napolitano ad accettare la riconferma al Quirinale, infatti, é sua. Ma senza la perversa connivenza del Partito Democratico, guidato da un Bersani ormai completamente privo di leadership e di lucidità, tale rielezione non sarebbe stata possibile.

Ciò che mi rende rabbioso non é tanto la riconferma del Presidente uscente: Napolitano, infatti, pur essendosi reso - nel corso della sua carriera politica - autore di qualche dietrofront poco coerente, resta comunque una figura rispettabile e fin troppo presentabile rispetto allo squallore morale dello scenario politico italiano.

Quello che mi irrita é l'atteggiamento trionfante ostentato dai membri del Popolo delle Libertà, che escono come vincitori morali dalle controverse vicende degli ultimi due mesi (dalle Elezioni Politiche in poi). Ma Berlusconi, Schifani (che - mentre scrivo - sta attribuendo al proprio partito meriti spropositati) e soci non sarebbero riusciti nell'intento, senza l'ottusa e autolesionista collaborazione di quell'Armata Brancaleone del Partito Democratico.

Torniamo al novembre 2011: Berlusconi rimette il mandato nelle mani dello stesso Napolitano; Monti viene incaricato della formazione del nuovo governo. I sondaggi fanno schizzare il PD a quote quasi bulgare. Basterebbe gestire il vantaggio, seguire una linea coerente, proporsi all'elettorato in modo credibile e univoco.

Ma Bersani incomincia a vacillare nella propria leadership e in breve tempo si trasforma nel gregario del nemico dichiarato.

Così, se da una parte tutti i membri del PD si sgolano nell'urlare accuse al leader PDLino, dall'altra non cessano di compiere scelte che lo agevolino e rafforzino.

E - al momento giusto, ossia lo scorso Natale - Berlusconi scende in campo di nuovo, conscio di non poter dominare la tornata elettorale, ma altrettanto certo di poter condizionare l'andamento della legislatura diventando l'ago della bilancia in Parlamento.

Bersani e la sua banda di inetti aveva la possibilità di guastargli i programmi. Sarebbe stato sufficiente accettare le legittime richieste di M5S, formare un'alleanza complicata ma funzionale al rinnovamento del Paese e dare una spallata al vecchio dittatore brianzolo.

Dietro ad ogni dittatura si nasconde sempre un popolo di pecore. Noi italiani lo sappiamo bene. Mussolini diceva che non era stato lui ad mettersi a capo degli italiani, ma gli italiani ad essersi messi dietro di lui. Non aveva tutti i torti: quando nel 1925 le opposizioni si autoconfinarono sull'Aventino, prendendo una decisione plateale, codarda, improduttiva e retorica, il Duce si trovò la strada sgombra e sbarrò le porte del Parlamento trasformandolo - parole sue - in un bivacco di manipoli, dando il via ad una dittatura che sarebbe durata per diciotto lunghi anni.

Bene, anche nel 2013, così come nel 1996 con Prodi, la sinistra ufficiale ha scelto di non opporsi all'ambizioso Berlusconi e gli ha consegnato di nuovo il potere. Il secondo settennato di Napolitano é la conclusione di un suicidio politico che rende il PD un movimento ridicolo sia dal punto di vista ideologico che da quello strategico.

In questo momento sento qualche parlamentare PD parlare alla tv di senso di responsabilità: che imbecille, Dio mio! La vera responsabilità, quella verso i cittadini, i parlamentari del PD l'hanno persa di vista da troppo tempo.

Se si fossero sentiti responsabili verso gli italiani, e non avessero mirato solo a scelte conservative del proprio potere, avrebbero votato Rodotà, dando un segnale forte a chi li considera giustamente succubi dell'avversario che spesso hanno demonizzato, a parole.

Se avessero sentito un minimo senso di responsabilità, avrebbero compiuto scelte per emarginare il PDL; sì, emarginare: infatti i parlamentari azzurri e il loro leader andrebbero emarginati, perché rappresentano tutto quello che può nuocere all'Italia. Sono un'organizzazione di camorristi e massoni senza nessun senso dello Stato, che vedono le Istituzioni semplicemente come lo strumento efficace per curare i propri interessi. Chiunque - compreso i Democratici - avrebbe dovuto impegnarsi ad impedire che questi gangster in doppiopetto ottenessero per l'ennesima volta il potere.

Invece Bersani & Co. sono scesi a patti con loro, accettando compromessi vergognosi, riconoscendoli come gli unici interlocutori, con la sola ragione del mantenimento e della spartizione del potere, con tutto ciò che ne consegue. In compenso hanno prodigato energie per stigmatizzare il M5S, come se questi neofiti della politica fossero il cancro che da 70 anni sta divorando l'Italia. In realtà, nella loro rozzezza, i Grillini rappresentano quella variabile ingestibile che potrebbe scombussolare gli equilibri che garantiscono l'abuso dei privilegi diffusi ad alto livello nella politica, nella finanza e nell'industria italiane. Oltretutto le rivendicazioni a cinque stelle sono idealmente giuste e auspicabili.

La rielezione di Napolitano prelude ad un governissimo PD-PDL. Il governo che nascerà - probabilmente con l'ambiguo Giuliano Amato come Presidente del Consiglio - produrrà una legge elettorale equilibrata? No. Lavorera su un sistema fiscale che riporti equità nel paese riducendo la sperequazione delle ricchezze? No. Genererà crescita economica e posti di lavoro? No. Abolirà i priovilegi della classe politica? No. Si renderà autore di una legge sul conflitto di interessi? No. Farà una legge che renderà ineleggibili i condannati, e incandidabili i concessionari di Servizi Pubblici? No. Limiterà il potere dell'alta finanza? No. Ci svincolerà dal cappio di Berlino? No.

E allora, dove sta il senso di responsabilità? Dov'é il senso di questa giornata appena conclusa? Qual'é l'utilità di mantenere lo status quo?


 
Nightmare before Christmas
Riuscirà un Mezz'uomo a salvare l'Italia?
Harakiri
Bersani e una rivoluzione già abortita
Il bandito innamorato




SC

3 commenti:

  1. Mamma mia, sei proprio la rappresentazione perfetta del fondamentalismo e della faziosità. Menomale che gente come te non conta nulla.

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  2. caro anonimo ....come del resto il tuo giudizio nascosto da una identità ottusa e da non vedente ...ringrazio simone per la foto istantanea ed esaustiva di questo governo e del drammatico teatrino che si è svolto(e ancor si espande) in quest anni e giorni... solo a nostre spese !

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  3. È triste e vergognoso assistere ai giochi "di chi sta là", ancor più avvilente è assistere al gioco perverso del potente-pre-potente che ha il fascino e il potere seduttivo del diavolo in persona e che ora si riveste da agnello mansueto, ma ancor più avvilente è vedere come tanta gente abbia potuto di nuovo credere a lui.
    Il nuovo governissimo saprà rispondere alle aspettative del paese? NO
    anna

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