venerdì 5 luglio 2013

IL QUARTO REICH SI ALLARGA




Lunedì scorso la Croazia è diventata un membro effettivo dell’Unione Europea, il ventottesimo, se non erro. Un paio di decenni orsono, la stessa Croazia aveva strenuamente combattuto una sanguinosa guerra per sottrarsi alla soffocante morsa dell’impero jugoslavo, che ne risucchiava risorse e vessava l’orgoglio nazionalista.

Gli ustaše – i ribelli insorti contro Belgrado e il suo tiranno Milošević – esaltarono con le loro gesta tutti quelli che vedevano di buon occhio la caduta di un ulteriore pezzo del Muro di Berlino o di una propagazione di esso.

Mi chiedo quale miraggio abbia spinto questo popolo fiero e bellicoso a sottomettersi volontariamente alla tirannia di un vampiro ben più feroce del serbo Milošević: Angela Merkel e la sua Germania egocentrica.
La Croazia, fra tutti i paesi nati dalla polverizzazione della Jugoslavia è quella con la miglior situazione economica. Oddio, girare per quei luoghi non trasmette certo un’idea di benessere diffuso, ma i dati indicano – almeno agli esperti – un certo livello di crescita economica.
Perché ora il 70% della popolazione abbia votato a favore dell’ingresso in questa unione di banchieri e massoni, che imporrà subito perniciosi vincoli di bilancio, soffocherà l’economia, creerà disoccupazione e porterà disperazione nella popolazione, è un mistero.
Ben presto il Nazibund piomberà come un rullo compressore su questo popolo e lo prosciugherà di tutti i flussi finanziari, che verranno successivamente erogati dai tedeschi sotto forma di prestiti onerosissimi, investimenti vincolanti e accordi commerciali simili ad un capestro.
 
Bisogna riconoscere ai tedeschi una notevole abilità nel saper trasformare in vittorie situazioni a loro inizialmente sfavorevoli (così come, peraltro, c'è da riconoscere che i tedeschi riescono a complicarsi la vita ogni volta che hanno la vittoria in pugno: sono riusciti - per fortuna, dico io, a perdere due guerre mondiali che avrebbero potuto chiudere in modo completamente diverso).
 
L'Unione Europea infatti era sorta come strumento per limitare l'esuberanza di un qualunque Stato Europeo nei confronti degli altri; come mezzo per indirizzare su vie di concertazione le controversie internazionali e di carattere economico. Di fatto era sorta per impedire che un giorno nel futuro prossimo o remoto la Germania si svegliasse e decidesse di ridare vita ad un nuovo Reich.
 
Oggi possiamo convenire che quel Reich, il quarto a questo punto, è stato ricostituito con grande soddisfazione dei nostri amici alemanni. Non si muove foglia in Europa che Berlino non voglia, se è vero che persino la politica di sostegno alle economie in crisi condotta dalla Banca Europea deve subire un vero e proprio processo davanti ad una corte governativa tedesca che può ratificarla o mostrarle il pollice verso. Pollice verso che significa morte e sofferenza per milioni di individui fra l'Oceano Atlantico e gli Urali.
 
E lo spread è un crudele contrappasso al Supermarco: infatti se negli anni '80 e '90 il Deutsche Mark ultravalutato creava difficoltà alle esportazioni teutoniche, al contrario lo spread garantisce accessi facili di fondi nelle casse tedesche.
 
Ma mentre la differenza fra valute era figlia di una fisiologica correlazione fra le economie delle diverse Nazioni e, anzi, andava ad aggiustare tali differenze creando un equilibrio ragionevole, lo spread è un meccanismo malato, figlio di logiche di pareggio di bilancio e di rigidità monetaria artatamente imposto proprio dalla Merkel a tutte le consorelle all'interno dell'Unione.
 
Ciò che non è riuscito ottant'anni fa ad Adolf Hitler è riuscito a questa pingue signora della ex Germania Est, che il nobel Gunther Grass* ha descritto come doppia e pericolosa, accusandola di aver guastato i rapporti con gli altri.
 
Continuo a pensare che una comunità debba avere la solidarietà come principio fondativo. L'UE non è un'unione, è un'egemonia di un popolo con il vizio del dominio su tutti gli altri.
 
 
 
 
 
 
*Peraltro lo stesso Gunther Grass ha poi dovuto ammettere, messo alle strette, un passato da SS, come a dire che nessuno a questo mondo morirà vergine.

1 commento:

  1. Mi sembra impossibile! Voglio dire, la Germania appare come una sorta di Paradiso perché evidentemente la classe politica ha avuto una lungimiranza che altrove è mancata. Anche se hanno vinto il mondiale e hanno ridotto il Brasile in quello stato non vogliono portare avanti nessun mito… anche se riparano le buche in tempi record e asfaltano le strade che è una meraviglia non disdegnano le nostre strade… vengono in vacanza in Italia e alcuni magari – chi può saperlo?- magari attraversano addirittura la Salerno-Reggio Calabria senza lamentarsi di una realtà che sembra un tratto caratteristico della nostra cultura dal momento che ci conviviamo! Vanno a san Giovanni Rotondo e neanche si chiedono perché in tempo di crisi abbiamo realizzato un monumento tanto impegnativo, monumento che non è una mensa per i poveri... A parte gli scherzi, che io sappia il presidente Barack Obama non sapeva niente dell’affare delle intercettazioni… perché non dovremmo credere alla Casabianca? Perché avrebbero dovuto avere dei sospetti? Non ricordo grandi scandali, robe tipo tangentopoli per intenderci… che dire? A me i tedeschi mi stanno simpatici (eppure parecchio!)… mi convince il loro modo di fare festa, sembrano molto spontanei… non mi riferisco allo spettacolo che per certi versi è simile al nostro. Avete visto le immagini che vengono dall' Oktoberfest? Non mi sembrava gente manipolata dall’alto… sembravano parecchio svegli! Hanno dei castelli, certo, anche questo è vero, ma li vendo abbastanza autonomi e pronti a fare autocritica... il che è importantissimo, significa che non hanno fatto loro la cultura del successo e non corrono ai ripari per paura di perdere consensi. La democrazia si fonda sulla teorizzazione dell'insuccesso e non sul linguaggio della resa: mi sembra tutto illuminato a mezzogiorno!
    Peraltro le regine 2.0 sono decisamente pop… vedi Elisabetta!
    PS pingue signora della ex Germania Est? Secondo me è una gran bella donna... altro che pingue signora! Diciamolo...

    RispondiElimina