giovedì 1 agosto 2013

LA GIUSTIZIA INCOMPLETA



Ancora una volta Il Giornale, il quotidiano di proprietà della famiglia Berlusconi che in questi venti anni ha seguito pedissequamente, ottusamente e servilmente le posizioni del proprio editore, ha fallito il punto di vista, pur sfiorando - involontariamente - il nocciolo della questione.
 
Il Giornale, infatti, tramite il suo sito internet ha titolato "Condannato Berlusconi e 10 milioni di elettori". Purtroppo non è vero: purtroppo, ripeto, l'unico ad essere condannato - in una sentenza oltretutto specifica e riferita ad un caso di evasione fiscale - è stato l'ex presidente del Consiglio e leader del PDL un partito che alle ultime elezioni ha raccolto ancora una quota vicina al 20%.
 
E qui ci troviamo davanti all'incompletezza ideale di questa sentenza.
 
Più del rimando ad un'altra corte per la ridefinizione (ridefinizione: quanto diventerà popolare presso i giornalisti pecoroni questo termine, d'ora in poi?) dei termini di interdizione dai pubblici uffici, questa sentenza mi risulta zoppa ed incompleta perché di fatto non condanna (e come avrebbe potuto?) tutti quegli italiani che nel corso di questi anni lo hanno affiancato, sostenuto, sfruttato; che grazie a lui si sono arricchiti; che si sono nascosti dietro al suo carisma per curare i propri miseri e meschini interessi personali, che lo hanno eretto a simbolo del proprio vuoto ideologico colmo solo di avidità ed arroganza; che nella penombra della cabina elettorale lo hanno ripetutamente assolto da tutti i suoi peccati gravi e veniali; che gli hanno consegnato la guida del proprio e del nostro Paese, nonostante fosse conclamato che egli - questo Paese - lo voleva guidare per spremerne risorse ed abbandonarlo rinsecchito.
 
Quindi, ancora una volta, così come quando nel novembre del 2011 si era dimesso da Presidente del Consiglio, sono a disagio davanti alle manifestazioni di giubilo; manifestazioni miopi, ingenue ed un po' retoriche.
 
Berlusconi è - forse - definitivamente sconfitto, politicamente morto (come lo ha definito Grillo): ma il sistema Berlusconi è vivo e vegeto: almeno dieci milioni di italiani, conniventi e complici delle sue malefatte, sono ancora a piede libero, pronti ad individuare un nuovo carro su cui salire per continuare a frodare ed evadere il fisco, corrompere pubblici funzionari, truccare concorsi ed appalti.
 
A piede libero resteranno tutti quei deputati che nel corso delle varie legislature hanno cambiato collocazione, sostenendo i suoi Governi in cambio di cariche immeritate per le quali non avevano nessuna competenza. A piede libero resteranno i membri del suo partito, una loggia di spregiudicati opportunisti, offertisi come fantocci da muovere adeguatamente sulla scena politica per assecondare le necessità di Berlusconi.

A piede libero resteranno tutti quei giornalisti che lo hanno adulato, vezzeggiato; che gli si sono genuflessi ai piedi; che gli hanno praticato delle vere e proprie fellatio apologiche, che lo hanno invitato alle trasmissioni e lodato e difeso da ogni pulpito.
 
A piede libero, infine, resterà tutto il PD che - con le proprie incertezze, moine, scelte degne di un equilibrista, non ha mai saputo prendere una decisione coerente e coraggiosa, offrendosi supinamente come la stampella per i giorni difficili.
 
Per tutti costoro non c'è stata condanna.
 
La strada è ancora lunga: che questa sentenza sia un passo di avvio e non un punto di arrivo.
 

2 commenti:

  1. La tue parole rispecchiano appieno il mio pensiero. Il Berlusconismo è il cancro che si è insinuato nel nostro paese e non sarà facile estirparlo perché si è diffuso nel tessuto sociale, stravolgendo la morale, il costume e quindi la politica, la scuola, la famiglia. Per guarire è necessario riprogrammare la società, iniziando innanzitutto dalle fondamenta: il rispetto per le leggi e la loro naturale, conseguente applicazione nel meccanismo di colpa-pena, che tanti anni di leggi ad personam hanno stravolto e snaturato. Speremus.

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  2. Sono d'accordo su tutta la linea.
    Quello che mi preoccupa di più di tutto è capire i meccanismi e le dinamiche al di sotto di tutta questa "ammirazione cieca" nei confronti di un uomo palesemente disturbato, narcisista all'eccesso, ci dobbiamo domandare cos'è che affascina di lui. Il fatto che con i soldi può avere ogni cosa? C'è una sorta di identificazione in lui, di una parte degli italiani, che soddisfa la volontà di onnipotenza latente in ogni persona? E' l'ammirazione per il self made man? Come riesce a rimbambire e rincretinire persone che non voglio pensare che siano stupide. E' una specie di super eroe, che se la cava in ogni situazione e comunque? Forse è questo ad affascinare di lui, non certo il suo umorismo squallido e gretto... Quando avremo compreso tutto questo, avremo fatto un grande passo in avanti per scongiurare future "pazzie collettive". Bruna

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