martedì 13 agosto 2013

MISFATTI E RICATTI






Lascia parecchio perplessi la posizione passiva del Presidente della Repubblica davanti al tracimare di arroganza ostentata senza pudore da tutti i membri notabili del Popolo della Libertà dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato, in via definitiva, Silvio Berlusconi. Quasi che questo uomo vecchio e stanco non fosse più capace di battagliare per svolgere quel compito di garante della democrazia che la Costituzione gli ha assegnato.


Mi sarei aspettato il massimo vigore nel ribadire - davanti ad una sentenza della Corte Suprema - la fine politica del cittadino pregiudicato Berlusconi, e la totale infondatezza delle richieste, assurte a pretese, dei suoi ascari.

Al contrario, Napolitano ha dichiarato di voler valutare attentamente le scappatoie proposte da Cicchitto, Santanché e Bondi, dando così non solo speranza, ma anche legittimazione alle convinzioni di quella parte politica che sostiene che la Magistratura italiana sia una specie di partito armato che ha come unico scopo la distruzione del leader del centrodestra.

"La magitratura é indipendente e ha giudicato sulla base di prove incontrovertibili; Silvio Berlusconi ha sulla fedina penale una condanna per evasione fiscale; la Repubblica Italiana non ha bisogno di essere guidata da un delinquente": un comunicato di questo tipo avrebbe chiarito molti equivoci e ci avrebbe risparmiato i minuetti di questi giorni. Senza contare che la mancata applicazione di questa sentenza, applicazione in toto, mina alle fondamenta il sistema: significherebbe conclamare che la legge NON è uguale per tutti, significherebbe decretare ufficialmente che in Italia il reato è permesso a chi ha strumenti finanziari e politici per commetterlo. Sarebbe un incitamento a non versare le imposte dovute. Equivarrebbe a dichiarare dal pulpito del Capo della Magistratura e della Corte Costituzionale (il Presidente della republica) che l'Italia non é più una democrazia ma una plutocrazia.

Invece sembra che l'uomo vecchio e stanco, nato comunista e sostenitore di Stalin, diventato Europeista e neoliberista dopo una serie di rettifiche della propria posizione, abbia come unico cruccio la sopravvivenza di questo asfittico, anemico ed improduttivo governicchio guidato dall'ambizioso Enrico Letta, disposto ad ogni forma di compromesso, pur di mantenere il potere che nutre il suo narcisismo.

La convinzione che questo Governuccio inconcludente e retorico sia un toccasana per traghettarci fuori dalla crisi é una fata morgana* pericolosissima. In virtù di questa illusione molte parti sono inclini ad accettare il ricatto degli azzurri che minacciano - in caso di applicazione della sentenza e di esclusione del pregiudicato B. - la crisi di governo.

Se il Partito Democratico fosse composto interamente da personaggi coraggiosi ed onesti, tali ricatti non verrebbero accolti, si andrebbe allo scioglimento delle Camere e a nuove elezioni, con buona pace di chi a quelle elezioni non potrebbe prendere parte.

Invece - come spesso succede in questo Paese disperato - il Partito Democratico ha interessi occulti di gestione abusivo del potere, interessi che hanno favorito una connivenza pericolosa con il PDL, al punto che da troppi anni non si individua più il confine fra un partito e l'altro.

Continuo a pensare - e spero di non essere il solo - che sia meglio una crisi di governo anche in condizioni di instabilità economica, piuttosto che essere governati da un uomo che è riconosciuto colpevole di un reato grave e sgradevole.






*Fata Morgana é un fenomeno ottico (dovuto alla diffrazione della luce in condizioni di temperature elvate che rendono rarefatta l'aria) che crea l'illusione che gli oggetti siano sospesi a mezz'aria mentre sono ben saldi a terra.


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