martedì 5 novembre 2013

NON E' UN PAESE PER POVERI




Quando, nel novembre 2011, il Governo guidato da Mario Monti si insediò, la maggior parte dei Ministri appartenenti a quell’esecutivo si esibì in atteggiamenti di superiorità al limite della tracotanza, fronteggiando il Parlamento con l’aria della persona competente che si rivolge ai dilettanti incapaci e disonesti.
Fra di essi, il Ministro Cancellieri diede prova di asprezza, sorreggendo la sua sanguinaria collega Elsa Fornero, Ministro del Welfare e del Lavoro, nello sferzare i giovani che – invece di cavarsela con le proprie forze e affrontare il mondo del lavoro a viso aperto – preferivano ricorrere all’aiutino dei propri genitori per togliersi dai guai. Scordatevi il posto fisso, è noioso e antiquato, starnazzavano in coro.
Due anni dopo o poco più, il Governo monti é stato dismesso dopo una serie più o meno lunga di fallimenti; Annamaria Cancellieri è riuscita peraltro a garantirsi quel noioso posto fisso su una rilevante poltrona di Ministro di Grazie e Giustizia; da Guardasigilli ha opportunamente fatto leva sulla propria posizione e sul potere che da essa deriva per sottrarre alla carcerazione preventiva una cara amica (nonché figlia di papà) che languiva in carcere in attesa di giudizio: Giulia Ligresti. Costei, insieme a gran parte dei propri familiari, a partire dal padre, è al centro di un’indagine della Guardia di Finanza e della Magistratura milanese.
Annamaria Cancellieri si è difesa dalle accuse di aver favorito un’amica sostenendo di aver preso in esame e di aver promosso la scarcerazione di altri 110 casi simili, aggiungendo che la Ligresti sarebbe morta in carcere per le precarie condizioni di salute, in quanto anoressica: è noto, infatti, che andare in carcere repentinamente provenendo dal mondo dorato derivante dagli abusi edilizi provoca gravi destabilizzazioni emotive, che non colpiscono invece la gente comune desueta alla bella vita.
Precarie condizioni di salute che non sono state sufficienti ad autorizzare, per esempio, la scarcerazione di Stefano Cucchi. Che la carcerazione preventiva sia un problema, è noto a chiunque, che venga affrontata in modo superficiale e personalistico da un cosiddetto Ministro tecnico, è inaccettabile.
Oltretutto viene il sospetto che questa ingerenza ministeriale abbia un recondito obiettivo, e trasversale nelle finalità: Giulia Ligresti e Piergiorgio Peluso, figlio della Cancellieri, hanno condiviso una parte rilevante nelle vicende relative a FonSai. Peluso è stato il DG che con scaltre operazioni di finanza creativa è riuscito di fatto ad estromettere i Ligresti da Fonsai.
Da un perverso angolo di osservazione l’atto di clemenza della Cancellieri sembrerebbe un parziale risarcimento per lo sgarbo di Peluso alla famiglia Ligresti, nonché un’azione per tacitare una possibile testimone a carico del figlio. Come a dire "Tu smetti di rompere le palle a mio figlio per le manovre all'interno di Fonsai e io scarcero te, mia cara amica".
Giudicare é sempre pericoloso; non sono mai stato in una posizione tanto rilevante da potermi permettere di aiutare un amico in difficoltà; nè so come mi comporterei in una situazione simile.
Resta valido, tuttavia, il concetto che chi si trovi a lavorare per lo stato debba essere al di sopra di ogni sospetto; sono convinto che questo sia il requisito minimo per poter aspirare a cariche pubbliche e poterle ricoprire in modo autorevole e privo di condizionamenti e ricatti.

Quando uno Stato sceglie di utilizzare i rapporti di amicizia e di famiglia come criterio discretivo nella somministrazione di sanzioni e privilegi, questo Stato si pone a livello dell'antistato. E' quindi bene che i Ministri abbiano la forza e l'onesta sufficienti per rimanere imparziali davanti alle scelte che compiono ricoprendo questa carica. Di fronte all'impossibilità di mantenere l'imparzialità, un Ministro non dovrebbe dunque attendere la fiducia di un Parlamento fatiscente, ma dovrebbe dimettersi spontaneamente.
Sempre che si abbia la pretesa di voler dare normalità e dignità a questo Paese. Altrimenti l'Italia continuerà a non essere un Paese per poveri.

1 commento:

  1. "I primi che mangiano tutto e gli ultimi pagano tutto quel conto"

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