martedì 6 maggio 2014

SE IL BACCHIDDU-SIDE VAL PIU' DELLA POLITICA, L'UNIONE EUROPEA E' UN MIRAGGIO




C'e' chi si nasconde dietro ad un dito, chi si nasconde dietro ad una foglia di fico; il Movimento 5 stelle e l'intera Destra pseudodemocratica italiana si nasconde dietro al culo di Paola Bacchiddu (portavoce del movimento Tsipras per l'Europa), colpevole di aver provocato i benpensanti mostrando una sua - tutto sommato casta - foto in bikini per raggiungere lo scopo di dimostrare che, mentre i programmi politici del movimento di cui é portavoce non hanno attirato l'attenzione di questa insipida campagna elettorale, un culo in primo piano avrebbe scatenato il dibattito.

Paola ha vinto la sua scommessa: da due giorni a questa parte, non si parla che di lei, non dei programmi della lista Tsipras. Come volevasi dimostrare.

Qualcuno, malandrino o ipocrita, ha sollevato il dubbio: "se lo avesse fatto una velina di Berlusconi, che sarebbe successo?" schiudono gli ascari intruppati della stampa filoberlusconiana, da Vespa a Sallustri.
Il dubbio é da tartufi, per valide ragioni: Paola Bacchiddu ha un curriculum professionale che prescinde dall'esposizione del proprio culo; Paola Bacchiddu, lo ha mostrato dopo aver fatto la sua carriera; le donnette di Berlusconi lo avevano come unico argomento. 

Ma anche fosse, attaccarsi a questo tema é strumentale; deviare tutte le argomentazioni su quella foto é indicativo di quanto poco si voglia capire il senso di questo gesto: chi é stato disponibile a dare spazio alla foto di Paola in bikini, precedentemente non lo é stato per dare voce ai temi di Tsipras: e sono temi rilevanti, dato che si parla di quale direzione dare all'Europa, quale  natura attribuire a questa Unione Europea che sta strangolando milioni di individui, dal Mediterraneo al Baltico.

Negli ultimi due giorni la parola culo é stata la più inflazionata in rete. Fondamentalmente é noioso parlare di culi (e credo che anche Paola Bacchiddu se lo sarebbe risparmiato): il problema é che non ho visto, in questi mesi di campagna elettorale, lo stesso impeto, lo stesso furore di questi giorni, per dibattere dei temi puramente politici relativi all'Europa che (non) ci aspetta. 

Avessimo profuso la stessa quantità di parole, e di energie, per parlare di banche, di mutua assistenza fra Stati della Comunità, di un nuovo modo di concepire l'Europa, di lavoro, di politica monetaria, di fisco continentale, sarei stato felicissimo. 

Invece, fondamentalmente a nessuno importa di questa macro-organizzazione che ci sta divorando, e preferiamo cavillare sulle modalità con cui un'addetta stampa di un giovane movimento protesta contro l'attività di silenziamento operata dai media nazionali, piuttosto che capire che i temi che prima ho elencato, unitamente alla libertà di stampa e di espressione sono basilari per la sopravvivenza di un individuo su questo Continente. 

Qui si parla di mangiare, il livello zero della piramide di Maslow; l'autorealizzazione, anche attraverso l'uso o il non uso del proprio corpo, sta ai vertici di essa.

In ogni caso la Bacchiddu ha anche avuto il merito di sollevare un dibattito fra neo e vetero femministe riguardo l'uso che ciascuna donna può fare del proprio corpo. Un dibattito, peraltro, che va a rivoltare le anime progressite e bigotte della sinistra. Molte hanno criticato questa scelta, accusando la giornalista di utilizzare il proprio corpo, riducendolo quindi ad un oggetto. Molte l'hanno apostrofata come idiota, dichiarando di aver deciso per questa sua scelta, di non votare Tsipras alle prossime Europee.

La Bacchiddu é tutt'altro che idiota. Idiota é chi non riesce a cogliere il senso i quello che ha fatto. E' un senso rilevante, che - in modo forse maldestro - mira a tutelare chiunque speri ancora di vivere in democrazia. E' una denuncia contro le modalità di diffusione dell'informazione, e dell'oggetto dell'informazione. Idiota é chi non capisce che con quel gesto plateale e forse grossolano la Bacchiddu ha voluto dimostrare che da troppi decenni in Italia la politica é una questione da rotocalchi e non di sostanza. Chi non riesce a capire questo concetto nemmeno tanto complicato, può pure fare a meno di votare, perché un voto espresso su queste basi sarebbe una bestemmia contro la democrazia.

Vorrei spingermi più in là, non senza una certa cattiveria e dire che a sinistra, come a destra, esiste l'ottusità che impedisce di vedere le cose come stanno: il dibattito e lo scandalo scatenato da questa cosa, l'incapacità di coglierne il corretto senso, stanno a significare che non basta definirsi "di sinistra" per avere la mente aperta. E' utile, in fondo, rompere una volta per tutte la demarcazione manichea per cui se sei di destra sei ottuso, e se sei di sinistra illuminato. L'idiozia é trasversale a qualsiasi struttura!

Una donna é libera quando può disporre del proprio corpo senza incorrere in giudizi e pregiudizi. Negli anni passati la sinistra (soprattuto la sinistra del PD) ha combattuto Berlusconi affrontandolo sul tema delle veline, del bugna bugna, delle candidature della Carfagna e della Minetti.
E hanno così ridotto il dibattito ad una rissa fra comari di cortile, roba da paparazzi. Berlusconi andava battuto sugli argomenti, sui temi politici, a cominciare dalla legalità.

Il moralismo non ha mai portato niente di buono. Viviamo ancora in un paese infetto di metacattolicesimo. Prima ci libereremo dall'ipocrisia, meglio sarà. 

1 commento:

  1. E' vero, il moralismo non ha portato a nulla di buono e le donne devono essere libere di poter usare e "abusare" del loro corpo come meglio credono. La signorina in questione (con un curriculum di tutto rispetto) che sarebbe rimasta la perfetta sconosciuta ai più, ora grazie alla sua maestria, potrà mostrarci le sue innegabili doti di giornalista nel team di Santoro. Rimasta senza lavoro perchè l'ufficio stampa ove lavorava l'ha "cacciata" dopo la pubblicazione delle sue splendide quanto innocenti fotografie, è stata accolta dalle premurose braccia del Michelone nazionale che non mancherà di farci notare quanto sia maschilista il mondo in cui viviamo.
    Con buona pace di chi non ha un meraviglioso lato B da mostrare

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