giovedì 27 agosto 2015

AVVICINATI



niente altro che un bisturi
segna in me una voragine
quanto il tuo allontanarti
quello spazio è deserto dove
i miei demoni risorgono e avidi
mi risucchiano
vuoto ti ritrovo
ogni volta vicina
e una cicatrice in più
dentro me


3 commenti:

  1. Ti amo come se mangiassi il pane
    spruzzandolo di sale
    come se alzandomi la notte bruciante di febbre
    bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
    ti amo come guardo il pesante sacco della posta
    non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia
    pieno di sospetto agitato
    ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
    ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il
    crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
    ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.
    Nazim Hikmet

    RispondiElimina
  2. Vieni qui,
    facciamo una poesia,
    che non sappia di nulla,
    e dica tutto lo stesso
    E. Montale

    RispondiElimina
  3. Spogliati Spogliati tutta,
    mostrami serena le rughe, le piaghe,
    non temere sono come te,ferito
    spaventato dalla vita.
    Strappa con rabbia
    i veli orientali adornanti
    quelle maschere di ghiaccio
    che occultano lividi,
    mostrati fiera nei tuoi lineamenti.
    Quando sarai spoglia,
    come un albero d’autunno
    e solo quando sarai nuda
    indifesa come un neonato,
    ti mostrerò le mie ricchezze
    custodite in un forziere di vetro sottile.
    Ti donerò sincero, mia fragilità
    le mie insicurezze. le paure ancestrali
    le impurità nascoste,
    ti porgerò poi,
    in un vassoio di rose bianche,
    la verginità della mia anima
    Ernesto Guevara de la Serna

    RispondiElimina