mercoledì 28 dicembre 2016

POSEIDON


Nel 2014 la mia amica Rosamaria Caputi, poetessa, drammaturga e attrice catanese, mi propose di partecipare alla realizzazione di un’antologia di ricette abbinate a racconti: aveva letto dei brani di questo mio blog e, bontà sua, apprezzava il mio modo di scrivere al punto da offrirmi questa bella opportunità.
Il progetto si chiamava Fatti Mangiare Dall’Amore e seguiva il precedente volume intitolato Fatti Mangiare Dalla Mamma.
Accettai con entusiasmo: stavo attendendo l’uscita del mio primo romanzo, La pace inquieta, e non avevo ancora iniziato la stesura di Doppio strato; avevo voglia di prendere parte a questa pubblicazione per varie ragioni: la prima dipendeva dal fine benefico legato alla vendita di questo libro; inoltre, all’interno del Cochonneire-Labile-Collettivo avrei avuto modo di collaborare con una galassia di scrittori molto bravi benché ai margini della grandissima ribalta letteraria: quella, per intenderci, cannibalizzata dai vari Volo, Gramellini, Gamberale, Vespa, eccetera.
Penso a Ianus Pravo, Luigi Carrino, Mauro Mazzetti, Silvia Longo, Michelangelo Zorzit, Barbara Giuliani, oltre alla già citata Rosamaria Caputi: il numero di chi ha partecipato, fornendo ricette o racconti si aggira intorno alle 40 unità.
L’esperimento era interessante perché nasceva in quel (tanto discusso) luogo astratto che è Facebook: infatti, essendo i partecipanti sparsi in ogni parte d’Italia (Ianus addirittura vive a Barcellona) sarebbe stato impossibile, senza il social network, il confronto, la raccolta dei testi, l’editing e il coordinamento delle attività.
Fu un periodo divertente e coinvolgente, in cui mi sentii parte di un gruppo affiatato benché eterogeneo: non mancarono polemiche e momenti di scontro, le inevitabili antipatie e le occasioni per divertirsi e dissacrare. Rosamaria reggeva la barra di comando con piglio a volte feroce, senza tuttavia farci mai mancare il surreale umorismo e la folle allegria che le sono propri.
Essendo arrivato a progetto avviato, il mio contributo avrebbe dovuto limitarsi a tre didascalie, da associare a vignette umoristiche sul tema del cibo come strumento di seduzione: tuttavia, successivamente, la Caputi decise di commissionarmi quattro brevi racconti da abbinare a altrettante ricette.
Una sera, Rosamaria mi contattò per dirmi che Christele Jacob, una fotografa parigina, avrebbe contribuito al libro donando una propria opera, intitolata Poseidon: questa fotografia, una surreale manipolazione dell’immagine di un Nettuno dai capelli di piovra che inghiottisce i corpi nudi di due amanti avvinghiati, necessitava dell’abbinamento con un racconto, per il quale la Caputi aveva pensato a me.
L’idea mi piacque, anche perché mi dava l’occasione di conoscere il lavoro di questa bravissima artista francese della quale, faccio ammenda, non avevo mai sentito parlare prima.
Venni inoltre a sapere che Christele ha uno stretto legame con FernandoArrabal, un poeta e drammaturgo spagnolo. Rosamaria, tanto per aumentare ulteriormente il mio senso di soggezione, pretese che io scrivessi il mio racconto di accompagnamento seguendo i canoni della patafisica, ossia la modalità espressiva propria di Arrabal.
Per dirla tutta, ignoravo completamente cosa fosse la patafisica e temetti, per un istante, di trovarmi di fronte a uno dei frequenti momenti folli della curatrice.
Avendo poco tempo a disposizione feci quello che potei per documentarmi al meglio su questa forma d’arte. Dopo poco (il tempo stringeva) decisi di trovare ispirazione leggendo, oltre a Arrabal, anche i testi di alcuni brani dei Beatles contenuti in Magical Mystery Tour e anche in Sgt. Pepper’s. Mi sembrava che il surrealismo del mio amato Lennon potesse ispirarmi a sufficienza.
Mi riguardai alcune scene di Across the universe, il bellissimo film ispirato alle musiche dei Beatles, diretto da Julie Taymor: in particolare la scena legata alla canzone Being for the benefit of Mr. Kite, dove i protagonisti si trovano trasfigurati nei panni di circensi, mentre Eddie Izzard canta.
Una sera, Rosamaria e Roberta Scarazzato (chef milanese responsabile della parte legata alle ricette) decisero di spronarmi coinvolgendomi in una chat di gruppo a contenuto erotico-ironico-saffico-surreale: volevano offrirmi materiale per la mia ispirazione. La scena era, quella sì, surreale: stavo addormentando mia figlia e nel frattempo mi arrivavano sul cellulare i messaggi di queste due pazze che si divertivano a provocarmi.
Immaginai così un sabba sottomarino, in cui uno yuppie si snatura vittima della seduzione di una sirena, senza l’ambizione di accostare lo stile sognante e surreale utilizzato per Poseidon, alle opere di Arrabal. Ovviamente.
Il risultato fu questo:

l'universo liquido vortica e m'ipnotizza 
riflesso
nelle onde contemplo la mia barba incolta e i bizzarri 
capelli dell'inquieta corrente
sullo scoglio aggiusto il doppiopetto e mi godo
lo spettacolo di una mora dagli occhi a fessura
vende promesse già mantenute
da una bocca
che si concede indifferente
un beccheggio diventa
sirena
dai motivi ondulati
ombre nei sensi
si muove allusiva
eppure sono certo di non essere
solo
in questo abisso
ho perso il tridente
quadriglia equivoca
un galoppo di ippocampi reca
nella stanza
un'odalisca bionda
mentre un'altra esangue
sfila soda
come ancella
appena svezzata
e un'altra
ancora
con efelidi color corallo, i seni bluastri
e bracciali di minuscoli ami
é una pista da circo
un boudoir
giostra equestre di cosce disserrate
un conclave immorale di satiri
e tritoni
forse un sabba
in questi coriandoli marini
il vento d'acqua mi trascina
verso carne
d'improvviso moltiplicata
tutta mia
é gorgo
di risate
presto mi confondo
mille denti il fiato
é solo perle
che salgono come
bolle di champagne
la stringo
Sirena
nei polsi
discendendo 
spirali proprio sotto di noi
e ciò che sono e possiedo
orologio
cellulare
cravatta e corona
sfila muto verso l'alto
lei sorride
mentre intreccia
capelli con scaglie
e sussurra
ma io non sento
le cingo la bocca
esplosione nera
che cala
come tentacoli sulla mia fatica
dà sinistra al mio piacere

Il racconto è contenuto in Fatti mangiare dall’amore, acquistabile su Ilmiolibro.it e nelle Librerie Feltrinelli.

Tutto il ricavato è devoluto all'Ospedale Oncologico Pediatrico Santa Chiara di Pisa.

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