venerdì 5 maggio 2017

DOPPIO STRATO


[una soluzione non definitiva]

Nell’immaginario cinematografico e della letteratura di genere, c’è sempre stata una sorta di cesura fra il bene e il male, una netta separazione fra galantuomini e criminali.
Questa separazione si è poi riversata nel sentire comune della società contemporanea desiderosa di rassicurazione; per tale ragione era stato eretto un muro ideale che dividesse i buoni dai cattivi, un po’ come una volta si chiudevano in manicomio i malati di mente (o presunti tali) per separarli dai sani; affinché fosse alimentata la percezione di sicurezza era necessario che i rappresentanti del potere fossero considerati e visti come facenti parte della comunità al di qua del muro, i buoni e gli onesti, all’interno del circolo chiuso del quale facevano parte anche i grandi imprenditori, gli uomini di legge, i politici.
Tale modo schematico di concepire gli individui e i loro comportamenti è stato messo violentemente in discussione dalle vicende di Tangentopoli fino a quelle di Roma Capitale: da quel momento in poi, la relegazione del crimine in una penombra maleodorante popolata da individui impresentabili braccati dalla legge non è stato più un concetto attuale e valido.
Esiste, come spiegato di recente da uno dei magistrati che si occupano dell’inchiesta su mafia Capitale, una Terra di Mezzo nella quale si muovono personaggi-cerniera, che svolgono il compito di mantenere i collegamenti fra criminalità e politica, un legame scellerato finalizzato alla conquista del potere e dell’economia: questi attori hanno il compito di alterare le regole con lo scopo di creare le condizioni essenziali a questa conquista.
Tutto ciò grazie a una fragilità normativa e, soprattutto, a una fragilità etica di grandi porzioni della popolazione, il cui sistema di valori va progressivamente degradandosi.
Doppio Strato è un romanzo noir che narra una vicenda ambientata negli anni 50, quando ancora i due strati della popolazione, quella legale e quella criminale, sembravano nettamente separati; un'epoca, tuttavia nella quale i valori tradizionali stavano per cedere il passo a una serie di modelli deformati dalla sete di denaro e di potere.
Nell’agosto 1954, la città è in balia della mala, mentre una classe imprenditoriale emergente, avida e priva di scrupoli, individua nella ricostruzione del secondo dopoguerra un'enorme opportunità di arricchimento esponenziale. Nel volgere di poche ore i cadaveri di uno sconosciuto e del braccio destro del sottosegretario alla Difesa sono ritrovati in punti diversi della città. Il Commissario Stefano Turati, col cuore e la mente persi dietro a una donna sbagliata, muovendosi in una città che si regge in fragile equilibrio fra un passato che non vuole uscire di scena e un futuro radioso che sembra a portata di mano, si ritrova a esplorare i molteplici livelli di degrado che l'individuo può raggiungere: chi fatalmente attratto dal profitto tanto da perdere di vista lo spirito etico, chi ancora travolto dalla solitudine e dalla mancanza di orizzonti, chi infine preda della libido procurata dal potere e dal suo utilizzo a scopo personale. Sullo sfondo la musica del tango, metafora languida della condizione umana, risuona nelle milonghe di periferia e nella testa del Commissario, eroe scorbutico e malinconico.
Un doppio strato della popolazione, quello legale e quello criminale, così intimamente fusi al punto da generare un doppio Stato, per fare un gioco di parole: ossia quello ufficiale con il proprio apparato di leggi e di procedure, e quello sommerso, non meno potente e sicuramente influente sulla politica, sull'economia e sulla società del nostro Paese.
Una metafora di ciò che é poi realmente accaduto in Italia nei decenni successivi.

Doppio strato, edito da Panda Edizioni, si può acquistare ordinandolo in qualsiasi libreria, oppure on-line direttamente sul sito di Panda [alla sezione "Il nostro catalogo - Narrativa], su IBS.it, su Amazon, o su Mondadoristore.

2 commenti:

  1. L'ho comprato dopo pranzo e faccio fatica a togliere gli occhi dalle righe!
    Roberta

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  2. Gran bel libro. Dopo "La pace inquieta" ti confermi un grande scrittore, leggero nelle descrizioni, interrompere la lettura è difficile....
    Complimenti.
    Tiziana

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